DEFINIZIONE DI MATERIE PRIME SECONDARIE E DI RIFIUTI

La nozione di materie prime secondarie, sebbene citata nell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b) punto i) della direttiva 75/442/CEE, modificata dalla direttiva 911156/CEE, non è definita da tale direttiva.
Sin dall'adozione della direttiva 91/156/CEE si è discusso sulla necessità o meno di chiarire, ed eventualmente modificare, la definizione di rifiuti riportata dall'articolo 1, lettera a) della suddetta direttiva. Le discussioni sulla definizione di rifiuti hanno coinvolto gli Stati membri nel quadro del Comitato per l'adeguamento tecnico della normativa sui rifiuti. In particolare, uno specifico sottogruppo ad hoc di tale comitato, istituito su proposta della Commissione, ha dedicato tre riunioni all'argomento.
Tuttavia, il 25 gennaio 1995, i membri del comitato si sono detti favorevoli ad una sospensione dell'attività a livello comunitario in attesa dei risultati delle discussioni in materia in corso presso altri organismi, data la mancanza di progressi sostanziali. In base all'esito di tali discussioni, si potrebbe decidere se riaprire o meno il dibattito a livello comunitario.
Una decisione al riguardo non è ancora stata presa dato che le discussioni presso altri organismi, in particolare l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), non si sono ancor concluse. La Commissione non ritiene pertanto opportuno a questo stadio indicare se intende o meno modificare la direttiva 75/442/CEE, modificata dalla direttiva 91/156/CEE, allo scopo di inserirvi una definizione di «materie prime secondarie», poiché ritiene che fino a quando le discussioni a livello degli Stati membri non saranno terminate essa non disporrà di tutti gli elementi necessari per prendere una decisione equilibrata sulla necessità di una simile modifica.
Per quanto riguarda le spedizioni transfrontaliere di rifiuti, secondo il regime previsto dal regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio, relativo alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti all'interno della Comunità europea, nonché in entrata e in uscita dal suo territorio
1), i principi della prossimità e della autosufficienza si applicano solo ai rifiuti la cui spedizione avviene ai fini dello smaltimento definitivo. Tuttavia, tale regolamento istituisce anche un regime di notifica e controllo per i rifiuti la cui spedizione avviene a fini di recupero.
In tale contesto, le spedizioni di rifiuti delle categorie elencate nell'allegato Il di tale regolamento (la cosiddetta «lista verde») destinati ad operazioni di recupero sono in linea di principio esenti dalle procedure di controllo. La maggior parte dei rifiuti che possono essere utilizzati come materie prime secondarie in impianti di recupero come ad esempio rottami metallici, vetro e carta, rientrano nel suddetto allegato Il. Quando tali materiali sono oggetto di spedizione a fini di recupero tra Stati membri o paesi membri dell'OCSE, non occorre alcuna notifica o autorizzazione preventiva. Tuttavia, se i rifiuti vengono spediti a paesi non OCSE, l'applicazione delle procedure di controllo può essere richiesta ai sensi dell'articolo 17 del regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio.
La Commissione conferma che in conformità con l'articolo Il, paragrafo 1, lettera b) della direttiva 75/442/CEE, modificata dalla direttiva 91/156/CEE, a certe condizioni, gli Stati membri possono esentare gli impianti che effettuano il recupero dei rifiuti dai requisiti di autorizzazione Che si applicano generalmente alle operazioni di smaltimento. Gli Stati membri che ricorrono a questa possibilità devono informarne la Commissione.
Secondo le informazioni di cui dispone la Commissione, la distinzione in questione non è praticata in tutti gli Stati membri. La maggior parte degli Stati membri ha ripreso tale disposizione all'atto del recepimento della direttiva 75/442/CEE nell'ordinamento nazionale, fissando ciascuno le proprie condizioni specifiche per la concessione dell'esenzione. Tuttavia, diversi Stati membri (ad es.: il Belgio, la Germania, il Portogallo) non hanno previsto tale possibilità nella rispettiva normativa.
1) GU L 30 del 62.1993

(Fonte: Gazzetta Ufficiale Comunità Europea)