VIA LIBERA AL "SUPERMAIS"

Autorizzazione con cautela alla commercializzazione del mais geneticamente modificato, un brevetto della multinazionale svizzera Ciba-Geigy. La commissione europea ha dato via libera dopo aver sentito tre comitati scientifici-sanitari.
Il mais "transgenico" ha diverse proprietà che ne rendono più agevole e redditizia la coltivazione: resiste all'erbicida totale "glufosinate ammonio", permettendo la rapida distruzione delle piante che infestano le coltivazioni; produce esso stesso una tossina letale per la piralide, un parassita micidiale per la pianta normale. Per questa sua proprietà, si riduce di molto la necessità di ricorrere all'impiego di insetticidi chimici. Ma alcune associazioni ambientaliste, ed in particolare Greenpeace, hanno a lungo protestato contro la commercializzazione di "supermais" (e anche della soia transgenica presente da mesi sul mercato europeo) esprimendo il timore che le modificazioni genetiche possano avere effetti allergenici sugli esseri umani e sugli animali e provocare lo sviluppo di nuove speci di insetti e di piante resistenti rispettivamente agli insetticidi ed agli erbicidi. Il "supermais" della Ciba Geigy, oltre alle sue proprietà ha anche quella di resistere ad un antibiotico del gruppo delle penicilline (l'ampicillina) e Greenpeace teme che, attraverso la catena alimentare, la capacità di resistenza venga trasferita a batteri che attaccano l'uomo o gli animali, disinnescando così una parte dell'arsenale di cui dispone la medicina per combattere le infezioni.
Per rispondere a queste preoccupazioni, la Commissione ha interpellato i comitati scientifici competenti per gli alimenti, la nutrizione alimentare e i pesticidi. Gli esperti hanno unanimamente concluso che "non c'è ragione di credere" che l'uso del mais transgenico possa avere effetti negativi sulla salute umana, degli animali o sull'ambiente. Intanto il Parlamento europeo sta esaminando un regolamento sui "nuovi alimenti" che garantirà una corretta informazione al consumatore sulla presenza di elementi transgenici nei prodotti che acquista. Dal canto suo la Commissione ha già presentato una proposta di revisione restrittiva delle norme sugli organismi geneticamente modificati e sulla loro diffusione volontaria nell'ambiente.

Fonte: News Europa - Dicembre 1996