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  Ambiente Risorse Salute

  2000 - 2001

Aprile 2001





Presa di posizione dei giovani agricoltori sulle sementi geneticamente modificate

 

L'Associazione Nazionale Giovani Agricoltori &I Veneto (ANGA) vuole far sentire la propria voce sulla questione delle sementi transgeniche, un argomento di cui molto si è parlato ma soprattutto sparlato negli ultimi mi Non vogliamo entrare nel merito della discussione OGM sì o OGM no; ci limitiamo a produrre quello che ci richiede il consumatore. Non possiamo però tacere di fronte ad una campagna dì terrorismo informativo che si è scatenata da un mese a questa parte. Campagna messa in atto da alcuni movimenti ambientalisti in particolare Verdi Ambienti e Società (VAS) e sciaguratamente cavalcata dal nostro Ministro. Troppe affermazioni tendenziose se non addirittura false sono state, fatto, troppi numeri privi di fondamento sono stati dati senza che n tra le nostre istituzioni si sia premurato di smentire; così si terrorizza l'opinione pubblica. Per quanto ne sappiamo noi, non ci sono più rischi di contaminazione accidentale dello scorso anno e dai dati disponibili si può affermare che le derrate prodotte in Italia lo scorso anno sono in minima parte contaminate con percentuali molto al di sotto del limite dell'un percento richiesto dalla CE. Non è vero quindi che sono a rischio 530.621 ettari dì Mais e 184.326 ettari di Soia come affermano i VAS. Non è vero che "Nel transgenico stiamo affrontando il problema in anticipo” come afferma il nostro Ministro. Abbiamo per lo meno un decennio di ritardo: mancano completamente i riferimenti legislativi, ci si appiglia acrobaticamente ad una legge del 1971 per bloccare il commercio delle sementi transgeniche, mancano le metodiche di campionamento e di analisi ufficiali. In questo vuoto legislativo si sta scatenando una vera e propria caccia alle streghe.

Ci ribelliamo perché siamo noi agricoltori i primi a subire le conseguenze: non troviamo abbastanza seme di soia certificata e quella disponibile viene offerta a prezzi inaccettabili o a condizioni di puro ricatto; siamo sottoposti ad un a serie di adempimenti amministrativi burocratici a volte onerosi che nessuno ci rimborsa; ma il danno più grave sarebbe che, a causa di sequestri senza prove, si ritardassero le consegne del seme nelle aziende agricole. Rischiamo di andare a semina in ritardo con pesanti ripercussioni sulle produzioni dell'annata in corso solo perché il nostro Ministro è in campagna elettorale. Ammesso che qualche partita di semente di soia risulti positiva ai test OGM con percentuali tra lo zero assoluto e l'un per cento, non capiamo che rischio corra il consumatore e l'ambiente. Già oggi oltre il 50 per cento delle derrate di soia consumate in Italia sono di importazione e quindi con percentuali rilevanti di OGM: bloccare le semine in Italia può solo peggiorate la situazione. Da un punto di vista ambientale vorremmo far sapere al nostro Ministro e ai Verdi che la soia è una specie autogama e non spontanea in Italia: vuol dire che ogni pianta si autofeconda quasi esclusivamente col proprio polline e che nasce solo se seminata dall'agricoltura.

 Venezia, 5 aprile 2001 ‑  Aurelio Pasti