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  Anno 2002 - 2003
Marzo
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Alimentazione

Nuove ricerche sui segreti del selenio *

 
Prossimamente pane, pasta e altri cibi composti di farina potrebbe essere arricchiti appositamente con selenio, un nutriente essenziale della dieta umana. Ma occorrono maggiori ricerche sull’attività del selenio nel nostro organismo prima che gli Usa s’imbarchino sul potenziamento dei cibi con questo elemento in traccia.
E’ per tale ragione che il chimico Chris Hawkes ricercatore dell’ARS sta guidando un’indagine innovativa su dosi abbastanza alte di selenio. Egli osserva gli effetti sulla normale funzione cardiovascolare, immunitaria e riproduttiva umana. Hawkes lavora al Centro di Ricerca sulla nutrizione umana a Davis, California.
La sperimentazione con il selenio, attualmente nella sua seconda fase, fornirà ora dettagliate informazioni su questo minerale. Partecipano come volontari a questo studio più di 30 persone sane, dai 18 ai 45 anni.
Per un anno, metà dei volontari prenderà giornalmente una capsula che fornisce cinque volte e mezzo la dose di selenio indicata dalla Reccommended Dietary Allowance, sotto forma di lievito ad alto contenuto di selenio. L’altra metà dei volontari riceverà un placebo giornaliero, una capsula identica ma che contiene solo lievito senza selenio.
A intervalli regolari, le persone visiteranno il centro per fornire campioni di sangue, urina, seme, e altri campioni per i test di laboratorio. Essi saranno anche sottoposti a verifiche della funzione cardiovascolare e di altri indicatori sulla loro salute. Inoltre, essi dovranno tradurre in dettagliate memorie l’attività fisica, lo stato di benessere generale e gli alimenti che hanno mangiato durante periodi specifici di 3 giorni. 
  In questa fase multiforme, molteplici esperimenti diversi forniranno un quadro più dettagliato sull’azione del selenio su un più lungo periodo rispetto a quello della prima fase del nostro studio”, ha precisato Hawkes. La prima fase ha compreso 11 volontari che sono vissuti al centro per 120 giorni ed hanno mangiato pasti appositamente preparati per loro. Nell’attuale fase dello studio, i volontari vivono a casa loro con libera scelta di ciò che vogliono mangiare. Essi vanno al centro solo per i test di laboratorio.
 Frutti di mare, carne e cereali provenienti da regioni con suoli ricchi di selenio costituiscono una buona fonte di questo minerale. Altre fonti comprendono prodotti lattiero-caseari e ortaggi.
 Scienziati hanno osservato da anni che il selenio è richiesto per una adeguata crescita e riproduzione negli animali. Queste ricerche sugli animali hanno anche indicato che il selenio è essenziale per il mantenimento appropriato della funzionalità e attività tiroidea. Inoltre è un potente antiossidante che protegge le cellule dai sottoprodotti di ossidazione, noti come perossidi. Ma il selenio cela ancora dei segreti. 
 Ad esempio, dice Hawkes, studi recenti, eseguiti altrove su animali da laboratorio fatti crescere con mangimi carenti di selenio, hanno indicato che il selenio aiuta a combattere le malattie cardiovascolari. Le arterie in questi animali non si espandono e contraggono adeguatamente. Le arterie sono vasi elastici che trasportano il sangue ossigenato lontano dal cuore in tutti i tessuti dell’organismo.
 Questa espansione e contrazione, o sensibilità vascolare, è vitale per il mantenimento di un normale flusso del sangue. “Nel nostro studio, stiamo misurano i cambiamenti nella sensibilità vascolare di questi volontari mediante il monitoraggio regolare del diametro e della velocità del flusso nell’arteria brachiale della parte superiore del braccio”, riferisce Hawkes. “ Questo è un test standard della sensibilità vascolare.
  “Usiamo a livello dell’avambraccio un bracciale rigonfiato per esercitare pressione sul sangue e bloccare così il suo flusso. Poi rilasciamo il bracciale e usiamo uno strumento ad ultrasuoni per vedere e misurare la risposta delle arterie. In una persona con tono vascolare buono, l’arteria si espande velocemente una volta che il polsino viene rimosso. Pensiamo che un enzima contenente-selenio entri in gioco nel segnalare all’arteria di espandersi”.
  Per questi test cardiovascolari Hawkes collabora con Lawrence Laslett, MD., un cardiologo dell’Università di California alla Davis School of Medicine.
  Riferisce Hawkes, “Il selenio è già analizzato dai medici per combattere l’AIDS. Ma l’interazione esatta tra il selenio e il sistema immunitario nelle persone sane - come quelle del nostro studio - non è ancora conosciuta.”
  Nella fase uno, Hawkes ha trovato che il selenio ha aumentato la risposta anticorpale alle vaccinazioni ed ha migliorato la crescita dei linfociti, un tipo di cellula del sangue. Hawkes ha eseguito questo lavoro con il ricercatore chimico Darshan S. Kelley del Westwrn Human Nutrition Research Center.
  In questa ultima fase dello studio, Hawkes sta monitorando un ampio panel di indicatori della funzione immunitaria nel sangue per seguire gli effetti del selenio. Egli sta anche raccogliendo i dati provenienti da test di sensibilità della pelle per una varietà di allergeni e sta chiedendo volontari per  tenere un “diario del muco” personale al fine di documentare i raffreddori ed altre infezioni delle vie respiratorie.
  Egli sta analizzando ancora la normalità riproduttiva del volontari in quanto la prima fase dello studio ha indicato che un regime di alte dosi di selenio potrebbe abbassare la motilità dello sperma. 
  “Vogliamo vedere se lo stesso effetto si verifica in volontari che vivono a casa invece che nei nostri luoghi di ricerca” dice Hawkes. Studi in altre istituzioni hanno mostrato che livelli molto elevati di selenio si traducono in più bassa motilità dello sperma in animali di laboratorio. Ma i risultati degli studi sull’uomo sono stati contraddittori, afferma Hawkes. Il suo collaboratore per lo studio sulla motilità dello sperma è l’urologo Paul J. Turek, M.D., dell’Università di California di San Francisco.
  Un altro effetto messo in evidenza da elevati dosi di selenio,verificatosi nella prima fase dello studio, era un piccolo ma statisticamente significativo guadagno in peso di circa 2 pound. Il guadagno in peso, dice Hawkes, era accompagnato da una diminuzione del 25% dell’ormone attivo della tiroide. Ciò spiega, in questa fase dello studio, il fatto che Hawkes e i suoi collaboratori nella ricerca stanno monitorando i mutamenti nel peso, gli ormoni tiroidei, e la composizione del corpo, la quantità relativa di grasso e tessuto magro (muscolo, osso e acqua). Egli sta eseguendo questa ricerca con la fisiologa Marta D. Van Loan e con la chimica ricercatrice Nancy L. Keim, ambedue del Centro della nutrizione. 

 Hawkes si propone di vedere le variazioni nel modo in cui le persone sane nel suo studio rispondono al selenio. I geni giocano probabilmente un ruolo significativo in queste variazioni. Così Hawkes e il patologo Jeffrey P. Gregg, M.D. dell’Università di California del Davis Medical Center, stanno analizzando materiale genetico nei campioni di sangue dei volontari. Ogni campione viene analizzato per 12,625 geni.
  “Stiamo osservando le differenze nell’espressione dei geni dovuti al selenio. Questo lavoro potrebbe fornire validi indizi nel quadro della ricerca sul selenio”
Questa ricerca fa parte del Programma Nazionale dell?ARS, Nutrizione Umana.

* L'articolo, di Marcia Wood è tratto da "Agricoltural Research" del 2002

Per ulteriori informazioni   www.nps.ars.usda.gov

 

 

 

17/03/03