Ambiente Risorse Salute
Rivista e dossier del Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente - Padova
direttore Domenico Ceravolo
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INFORMAZIONI INNOVATIVE
da Ambiente Risorse Salute
Bimestrale su carta

Questa selezione informativa è finalizzata a mettere in risalto innovazioni
scientifiche e tecnologiche funzionali allo sviluppo sostenibile
.
Immettiamo in rete quanto già pubblicato su "Ambiente Risorse Salute"

dal n. 99 (Settembre/ottobre 2004)


Indice delle rubriche:

Ambiente

Mutamenti climatici

Energia

Idrogeno e Innovazione

Alimentazione e Salute

Biotecnologie agroalimentari


Ambiente

ETAP, il piano della Commissione europea indica la strada della tecnologia sostenibile

Lo sviluppo sostenibile è da lungo tempo un obiettivo centrale della politica europea. La Commissione Europea è convinta che le tecnologie verdi possano aiutare a riguadagnare il terreno perduto e ha realizzato un Piano d'azione per indicare la via.
L'Europa, infatti, si è data l'ambizioso obiettivo non solo di divenire l'economia basata sulla conoscenza più competitiva nel mondo, ma anche di esserlo in modo sostenibile. A volte può sembrare di essere di fronte ad un dura battaglia sulla strada della sostenibilità, ma l'Unione sta andando avanti con determinazione. Il Presidente della Commissione ha affermato che lo sviluppo sostenibile non è una scelta, ma un imperativo. Ad esempio, non possiamo trascurare il Protocollo di Kyoto perché, anche di progressi solo limitati beneficeremo noi, i nostri figli e i nostri nipoti.
Il mondo deve potersi gradualmente liberato dalla dipendenza dai combustibili fossili e le nuove tecnologie, compresa l'eolica e le celle a combustibile ad idrogeno, offrono valide alternative.

Un passo nella giusta direzione
All'inizio del 2004, la Commissione ha adottato il Piano d'Azione per le Tecnologie Ambientali (ETAP) che cerca di rendere le tecnologie verdi abituali, nel futuro, rimovendo gli ostacoli al loro sviluppo e commercializzazione.
Molte persone hanno idee brillanti per nuove tecnologie di protezione dell'ambiente. Ma spesso costoro non possono trovare i capitali necessari per il loro sviluppo, o le tecnologie non vengono considerate a causa di atteggiamenti conservatori o di sfavorevoli situazioni di mercato. Il Piano d'Azione vuole cambiare questi atteggiamenti e abbattere le barriere alle tecnologie ambientali. L'ETAP è chiaro e, in teoria, semplice. Il proposito di rimuovere gli ostacoli aiuterà ad utilizzare tutto il potenziale delle tecnologie compatibili con l'ambiente, contribuendo nel contempo alla competitività economica e alla crescita. Come i produttori danesi di energia eolica facilmente confermeranno, si possono fare buoni affari con le tecnologie verdi. Infatti, la UE è già un leader mondiale in questo settore di punta che frutta miliardi di euro di entrate da esportazione. L'ETAP evidenzia che sistemi ICT (Information and Communication Technology) compatibili con l'ambiente sono già usati per massimizzare l'efficienza dei combustibili. Essi forniscono la miscela ottimale di processo in impianti energetici, regolano elettronicamente l'iniezione di carburante nei motori di veicoli e gestiscono in modo integrato i sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell'aria negli edifici. Dovrebbe essere incoraggiato un maggiore impiego di tecnologia a questo fine.

Un futuro pulito
Il Piano d'Azione propone che, nei prossimi anni, l'UE assuma un ruolo guida nello sviluppo e realizzazione delle tecnologie ambientali. Il fotovoltaico è un caso emblematico. L'Europa resta dietro al Giappone nel settore della produzione dell'energia solare, ma è prevedibile che il numero di utenti aumenti al diminuire dei costi d'installazione. L'UE dovrebbe sostenere gli sforzi di ricerca programmati per accelerare questa tendenza.
Infine, ETAP incoraggia la mobilitazione di tutti gli operatori interessati (compresi i singoli, non solo i governi e le grandi aziende) in sostegno di questi obiettivi. A questo fine, sono già state avviate tre piattaforme tecnologiche, che coprono le tecnologie del fotovoltaico, delle celle a combustibile a idrogeno e dell'acciaio.
Non si deve dimenticare che la sostenibilità comincia a casa e quindi dobbiamo contribuire tutti. Al prossimo rinnovo domestico, cambio di infissi o installazione di un nuovo sistema di riscaldamento è necessario pensarci due volete prima di adottare le soluzioni normali. Invece, perché non optare per il riscaldamento dell'acqua ad energia solare e per altre tecnologie di risparmio energetico? Lo stesso vale per l'auto: pensare seriamente ad alternative verdi, compreso il trasporto pubblico, la bicicletta o le auto collettive per le necessita di spostamento quotidiano.
Il Piano d'Azione, pubblicato dalla Commissione Europea, è scaricabile, in italiano, all'indirizzo http://europa.eu.int/comm/environment/etap/etap.htm
(Fonte: Commissione Europea, Euroabstract)

Mutamenti climatici

Il cambiamento climatico interessa tutti

A Milano, il 29 e 30 novembre prossimi, si tiene "Milan Climate Change Conference", due giorni di lavori per capire i possibili comportamenti di Italia ed Unione Europea di fronte alle sfide poste dall'Emission Trading e dal Protocollo di Kyoto.
La sigla ETS (Emission Trading Scheme, di cui alla Direttiva 2003/87/CE) non è ancora molto nota in Italia, ma dal gennaio 2005 il suo significato dovrà essere chiaro a molte categorie industriali e a molti enti territoriali.
La Direttiva ETS istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissione dei gas ad effetto serra nei Paesi dell'Unione. Questo meccanismo assicurerà che le emissioni di CO2 e di altri gas inquinanti prodotti dai settori energetico ed industriale vengano ridotte con il minor costo possibile e, inoltre, contribuirà al raggiungimento da parte dell'Unione Europea e dei suoi Stati membri degli obiettivi fissati nel Protocollo di Kyoto.
Il raggiungimento degli obiettivi dovrebbe essere facilitato dalla "Linking Directive", che consente lo scambio di crediti di emissione, e dai meccanismi flessibili dello stesso Protocollo come Joint Implementation (JI) e Clean Development Mechanism (CDM).
Per l'entrata in vigore della Direttiva ETS, dovranno essere approvati, entro il mese di Ottobre 2004, i Piani Nazionali di allocazione delle quote di emissione (NAP), da presentare alla Commissione Europea. In Europa, inizialmente, saranno circa 12.000 gli impianti che dovranno applicare la Direttiva. A vincoli di emissione sono soggette le principali industrie (acciaio, vetro, carta, petrolio, cemento, energia elettrica), ma anche gli enti territoriali (regioni, province, comuni) che gestiscono servizi di trasporto e di distribuzione.
L'obiettivo della Conferenza milanese è fornire a manager di aziende, dirigenti di enti pubblici, politici elementi di comprensione per l'attuazione della Direttiva, oltre che mettere a confronto esperienze maturate a livello globale da paesi che già attuano politiche di contenimento delle emissioni di gas serra. Il mercato dei certificati di emissione, ora volontario, attirerà presto l'interesse degli operatori finanziari e la Conferenza contribuirà alla sua definizione intermini di dimensioni, liquidità e livelli di prezzo.
La Conferenza si terrà presso The Westin Palace Hotel di Milano, il programma completo è consultabile su www.relight.it e www.euconferences.com.

Energia

Muoversi con i biocombustibili

L'Europa si è posta come obiettivo l'incremento del consumo di biocombustibili nei trasporti, dall'attuale misero 0,3% ad un ambizioso 5,75% nel 2010. Purché i terreni agricoli risultino sufficienti e le colture finalizzate non ne penalizzino altre.

Lo scopo dell'uso dei combustibili estratti dalle piante, detti biocombustibili, è il taglio delle importazioni di energia, la riduzione della nostra dipendenza dai combustibili fossili, e la restituzione all'atmosfera solo dell'anidride carbonica che le piante hanno di recente prelevato nella crescita.
Senza modifiche, gli attuali motori di auto e camion oggi non possono utilizzare biocarburanti puri, ma possono tollerare benzina che contenga un po' di etanolo, derivato vantaggiosamente in Europa da bietola da zucchero e da patate, oppure diesel diluito con olio di colza o di girasole. Questi cocktail di biocombustibili sono già pronti per il mercato, che non è affatto pronto a riceverli.

Calcolare i terreni disponibili
L'Institute for Prospective Technological Studies (IPTS), che fa parte del Joint Research Centre della Commissione Europea, ha sommato i terreni di cui l'Europa avrebbe bisogno per le colture a fini energetici e ha confrontato i dati con quanto potrebbe essere reso disponibile. Per fare i calcoli, l'Istituto ha sviluppato diversi scenari, usando i risultati di precedenti lavori sul potenziale produttivo degli ultimi dieci nuovi membri dell'Europa e dei paesi candidati. La simulazione presume un migliore uso dei terreni e di altre risorse in questi paesi, con due scenari: uno senza aiuti esterni, l'altro con assistenza da parte dell'Europa dei quindici. Le superfici necessarie dipendono dall'energia per ettaro che ciascuna coltura a fini energetici produce. La produzione di bioetanolo ha una resa energetica più elevata rispetto alla coltivazione dei semi oleosi, quindi, per raggiungere l'obiettivo al 2010, dovrebbero essere necessarie minori estensioni. I biocombustili che attualmente l'Europa usa, che sono lo 0,3% del consumo totale di combustibili per il trasporto, provengono da colture dei 15 stati membri pre-allargamento.
Un obiettivo intermedio del 2% di combustibili nei trasporti, per la fine del 2005, era stato ritenuto raggiungibile al momento della raccolta dei dati per questo studio nel 2002. Il suo raggiungimento impegnerebbe il 6% dei terreni arabili europei, percentuale equivalente alla superficie attualmente in set aside. Dovrebbe aumentare la capacità di trarre biocombustibili dalle colture, specialmente nei nuovi stati membri.
Nel lungo periodo, le colture per biocombustibili devono competere con la produzione alimentare e con altri usi del terreno che possono produrre un maggiore profitto, come la floricoltura o la produzione del legno. Questo rapporto sostiene che nessuno dei 25 paesi europei potrebbe dedicare abbastanza terra per una valida produzione di biocombustibili. In parte la soluzione potrebbe venire da due paesi candidati, Bulgaria e Romania, che hanno estensioni di terre incolte, dove potrebbero produrre biocombustibili. Le considerevoli implicazioni politiche dell'argomento non sono discusse nel rapporto.

Più chilometri per ettaro
Le maggiori rese per ettaro di energia sono fornite dalla bietola da zucchero, seguita dalla patata, così il bioetanolo è la migliore opzione per raggiungere l'obiettivo. Ma gli attuali motori a benzina possono tollerare solo il 5% in volume di etanolo. Poiché l'obiettivo è raggiungere il 7,5%, questo non basta. Saranno necessarie nuove tecnologie per i motori, con relativi costi di sviluppo, oppure dovrà il biodiesel soddisfare una parte dell'obiettivo, anche se le colture oleaginose hanno una resa energetica inferiore. Inoltre, per le migliori rese della bietola è necessaria la rotazione colturale, tanto sarebbe necessaria una superficie tripla di quella apparente.
Una risposta a lungo termine potrebbe essere un carburante che mescoli diesel fossile ed etanolo, una soluzione che pone alcuni problemi tecnici. Tuttavia, dovrebbe essere utile alla realizzazione dell'obiettivo per il 2010 in quanto i motori diesel mostrano una più rapida crescita della quota di mercato rispetto a quelli a benzina. IPTS ammette che il reperimento dei terreni da coltivare è soltanto l'avvio della possibile soluzione e questo rapporto deve essere corretto. L'obiettivo principale della politica agricola comune (PAC) è la di produzione di alimenti. Di conseguenza, alcuni suoi meccanismi dovrebbero essere modificati, benché questo non sia spiegato in dettaglio nel rapporto.
Alcune colture per biocombustibili producono anche materia secca che potrebbe essere usata per produrre energia invece di movimento. In futuro, il biocombustibile potrebbe essere prodotto da scarti di legno e i materiali vegetali potrebbero essere convertiti in idrogeno. Tuttavia, è improbabile che questi prodotti possano essere disponibili per il 2010. Poiché lo scopo è l'uso di carburanti, alcune colture e alcuni biocombustibili potrebbero essere importati da fuori Europa.
Infine, c'è la questione globale dell'accettazione da parte del consumatore, esistono già veicoli efficienti dal punto di vista energetico, eppure le strade suburbane sono intasate con mostri fuoristrada che tracannano carburanti. Attualmente questo è un serio problema.

Immensa riserva energetica nel metano di profondità

Secondo scienziati americani di Livermore, California, riserve non sfruttate di metano, principale componente del gas naturale, possono essere trovate nella profondità della crosta terrestre.
Secondo quanto riportato da un team del Laboratorio Nazionale a Lawrence Livermore, del Laboratorio Geofisico di Carnegie Institution's, dell'Università di Harvard, del Laboratorio Nazionale Argonne e dell'Università di Indiana, a South Bend, tali riserve potrebbero rappresentare una fonte virtualmente inesauribile di energia per le future generazioni.
Gli scienziati hanno fatto la scoperta attraverso una serie di esperimenti e di calcoli teorici, dimostrando che il metano si forma nelle condizioni che si verificano sotto il mantello terrestre. Essi hanno concluso che una fonte non biologica di idrocarburi può giacere nella crosta terrestre, creata da reazioni tra l'acqua e la roccia, non proveniente da decomposizione di organismi viventi, come avviene per le attuali fonti di petrolio e gas.
Usando un'incudine a diamanti, gli scienziati hanno compresso materiali diffusi sulla superficie della terra: ossido di ferro, calcite, componente principale del marmo, e acqua a pressioni simili a quelle che si trovano nelle profondità della Terra. Il metano si è formato combinando il carbonio della calcite con l'idrogeno dell'acqua.
Tuttavia, gli scienziati affermano che le riserve giacciono a profondità molto maggiori rispetto i pozzi convenzionali di gas e di petrolio, tanto da richiedere lo sviluppo di nuove tecnologie per poterle sfruttare.
(Fonte: FuelCelltoday)

Energia del futuro

Monovolume Volkswagen a celle a combustibile
Volkswagen Touran, un best-seller europeo, nella versione HyMotion azionato dall'energia del futuro, prenderà parte al terzo Road Rally organizzato da California Fuel Cell Partnership (CaFCP). Touran è equipaggiato con un motore elettrico con elevato punto di coppia alimentato da celle a combustibile. Gli automobilisti californiani potranno provare, per la prima volta, la più recente generazione del monovolume, assolutamente privo di emissioni. Il CaFCP Road Rally è stato promosso per consentire agli utenti di sperimentare lo stato della tecnologia delle celle a combustibile e, quindi, un assaggio del futuro.
CaFCP, organizzatrice del Rally che si svolge da Los Angeles a San Diego, è stata fondata nel 1999 e annovera Volkswagen fra i suoi membri. L'obiettivo di questa partnership è il collaudo e ulteriore sviluppo di auto passeggeri a celle a combustibile e la creazione della corrispondente rete di stazioni di servizio corrispondenti. La CaFCP comprende una rete cooperativa di fornitori di combustibile, produttori di celle a combustibile, produttori di auto e rappresentanti del governo USA.
Il prototipo Touran HyMotion, è uno dei più moderni veicoli passeggeri a celle a combustibile partecipanti quest'anno al Rally. La versione standard, con motori a benzina e diesel agili ed economici, è da lungo tempo il monovolume di maggiore successo disponibile in Germania. Nella Touran HyMotion, la forte propulsione è fornita da un motore elettrico di 80 kW. La corrente è fornita al motore da un reattore chimico, la cella a combustibile.
L'elemento centrale di questa cella a combustibile è un film (membrana) di plastica estremamente sottile. Questa separa, spazialmente, i reagenti, idrogeno e ossigeno. L'idrogeno viene scomposto in particelle cariche positivamente e negativamente (protoni ed elettroni). I protoni possono passare direttamente attraverso la membrana, mentre gli elettroni prendono una strada indiretta attraverso un circuito di corrente esterno, che aziona il motore elettrico. Dall'altro lato della membrana, i protoni, gli elettroni e l'ossigeno si combinano per formare acqua.
Mentre l'ossigeno necessario viene fornito dall'aria ambiente, l'idrogeno è trasportato in forma gassosa, a 350 bar, in un serbatoio speciale collocato nel furgone. Questo attualmente ha una capacità di 1,9 kg di idrogeno. Convertita, questa quantità, corrispondente all'energia contenuta in 7,5 litri di benzina, data l'alta efficienza del motore, consente al veicolo un'autonomia di circa 160 chilometri.
Il motore, che è virtualmente privo di rumore e vibrazioni, consente a Touran HyMotion di raggiungere i 100 km/h in 14 secondi e la velocità massima di 140 km/h. Per consentire una risposta dinamica alle esigenze di massima potenza, il Touran HyMotion è provvisto di una batteria nickel - idruro metallico di circa 1,9 kWh. Essa è "caricata" attraverso la cella a combustibile o con l'energia del freno.
Sulla lunga strada verso la realizzazione di una cella a combustibile, Volkswagen sta perseguendo una strategia diversificata per ottenere ulteriori progressi per assicurare mobilità e ridurre consumi ed emissioni nel breve e medio termine. Ciò verrà realizzato usando strade convenzionali (motori diesel e benzina ad iniezione diretta) ora applicabili, combustibili convenzionali e sintetici che saranno disponibili in futuro (SynFuel e SunFuel).
(Fonte: Fuel Cell Today)


Maryland (USA) noleggia veicoli a celle a combustibile da General Motors

Il governatore del Maryland, ha annunciato l'intenzione di noleggiare il primo veicolo a celle a combustibile dello Stato, un minifurgone della General Motors. Il Maryland dovrebbe anche proseguire su questa strada assicurando una stazione di rifornimento di idrogeno e spingerà le imprese e le università alla realizzazione di un parco industriale in cui tutti gli edifici dovrebbero essere alimentati ad idrogeno. Secondo il governatore, il Maryland ha il potenziale per giocare un importante ruolo nell'economia emergente dell'idrogeno e quanto annunciato è il segno di una buona partenza.
Il veicolo General Motors sarà assegnato ad un'agenzia pubblica e percorrerà una strada fissa nella Contea Prince George.
Maggiori informazioni sull'iniziativa del governo del Maryland su: www.energy.state.md.us.
Secondo il vice presidente della General Motors, la collaborazione tra il Maryland e la GM sta aiutando a gettare le fondamenta per gli stadi iniziali di un'economia alimentata dall'idrogeno e non più dal petrolio. L'idrogeno può essere prodotto da fonti rinnovabili e potrebbe ridurre moltissimo le emissioni di edifici e auto. I cittadini possono essere fieri del ruolo guida che il loro Stato sta assumendo nell'esplorazione del futuro dei trasporti.
Il minifurgone della GM a cinque posti ha le stesse funzioni dei veicoli azionati in modo convenzionale. La GM ha in esercizio, da più di un anno, una flotta di sei minifurgoni a celle a combustibile, a Washington. La GM si è anche associata a Shell Hydrogen per aprire il primo distributore di idrogeno presso una stazione di rifornimento di gas al dettaglio per supportare il parco auto. La stazione apre in autunno.
(Fonte: FuelCelltoday)

Etanolo da biomasse lignocellulosiche

L'ENEA pubblica il rapporto "Simulazione di processo ed analisi dei costi per un impianto di produzione di etanolo da biomasse lignocellulosiche", curato da E. Viola, I. De Bari, F. Zimbardi, G. Braccio, su una ricerca condotta presso l'Unità Tecnico Scientifica Fonti Rinnovabili e Cicli Energetici Innovativi del Centro Ricerche di Trisaia.
Il rapporto (RT/2004/31/ENE) fornisce i risultati di simulazioni di processo e le stime dei costi relativi alla produzione di etanolo da biomasse lignocellulosiche.
Lo studio ha riguardato un impianto produttivo in grado di processare 25.000 tonnellate/anno di biomassa secca, e sono basati su dati sperimentali ottenuti presso i laboratori ENEA.
Sono state prese in considerazione tredici biomasse differenti per tipologia e composizione. Per singoli stadi è stato determinato bilancio di materia e di energia, nonché le rese specifiche.
Le simulazioni hanno permesso di stabilire che da 1 tonnellata di biomassa si possono ricavare in media 330 litri di etanolo ad un costo di produzione variabile tra 0,85 e 1,21 €/l ad un costo della biomassa di 50 €/t.
Le rese ed i costi di processo dipendono dal contenuto di cellulosa ed emicellulosa che incrementano le rese di produzione; poco incidente è il contenuto di lignina e l'umidità della biomassa di partenza.


Idrogeno e Innovazione

Finanziata la produzione di serbatoi leggeri per idrogeno

La finanziaria texana Contango Capital ha destinato un finanziamento di 500.000 $ a Trulite Inc. per la produzione di generatori di idrogeno, leggeri, per sistemi a celle a combustibile.
Trulite Inc. è nata ad Orem, nello Utah, nel 2002, dopo aver avuto un contributo da un'Agenzia della difesa statunitense per sviluppare un serbatoio di deposito per l'idrogeno che consentisse alle celle a combustibile di diventare una fonte energetica in grado di superare le possibilità operative delle attuali tecnologie a batteria.
Il serbatoio di stoccaggio dell'idrogeno di Trulite, HydroCell, consente alle celle a combustibile di operare tre volte più a lungo rispetto alle precedenti tecnologie di stoccaggio dell'idrogeno, superando le attuali tecnologie e avendo una dimensione considerevolmente più piccola e un imballaggio di minor peso.
Trulite Inc. sta lavorando con il Laboratorio di ricerca della Marina statunitense per sviluppare un tipo di HydroCell per un mezzo aereo senza equipaggio alimentato a celle a combustibile. Trulite Inc. sta lavorando anche con altre divisioni delle forze armate americane per sviluppare applicazioni da campo portatili per HydroCell. La compagnia progetta di sviluppare applicazioni commerciali per HydroCell in prodotti come strumenti portatili per energia remota e gruppi di continuità energetici per computer e impianti di comunicazione.
Con HydroCell, secondo Contango Capital, Trulite Inc. ha trovato un modo per stoccare grandi quantità di energia in una confezione compatta e leggera, consentendo così alle celle a combustibile di entrare in mercati prima irraggiungibili. Trulite sta negoziando lo sviluppo di partnership con produttori di sistemi portatili a celle a combustibile.
Contango Capital finanzia tecnologie e servizi energetici emergenti con priorità a mezzi alternativi di produzione energetica ed ha come obiettivo rendere commercialmente efficaci tecnologie e modelli produttivi per l'industria energetica in evoluzione.
Per maggiori informazioni su Contango Capital, visitare: www.contangocapital.com.
(Fonte: FuelCell Today)

 

Alimentazione e salute

Controllare la qualità del vino

La disacidificazione illegale del vino, una frode sul grado naturale di alcool, è ora scientificamente rilevabile. Grazie ad una tecnica di analisi molto efficace, la spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (NMR), le ispezioni sono condotte registrando le "impronte" dei vini in circolazione e confrontandole con una banca dati che può autenticare i processi di vinificazione per più di 1400 distretti vinicoli europei.
La qualità dei vini è il risultato di una perfetta miscela di molti fattori: una lunga tradizione varietale dei vini, i contenuti minerali dei suoli in cui le viti sono coltivate, le condizioni climatiche, la cura e l'esperienza dei viticoltori. Per combattere la corsa alla produttività e ad una massiccia super produzione di vini di bassa qualità che hanno intralciato la gestione del mercato, l'Unione Europea si è, ora, dotata di norme rigorose sulla produzione vinicola per salvaguardare la qualità naturale dei vini. Il rigore dei regolamenti è giustificato per due motivi: proteggere i produttori, che desiderano difendere l'autenticità dei loro prodotti e proteggere i consumatori che hanno diritto ad avere tale autenticità garantita.

Inseguire la disacidificazione
Una delle più comuni pratiche fraudolente, che causa surplus produttivi dei vini europei, è lo zuccheraggio illegale dei mosti d'uva, particolarmente di quelli che non possono raggiungere naturalmente un grado alcolico abbastanza elevato, dopo fermentazione, per produrre un vino accettabile.
Su incarico della Commissione Europea il Centro Comune di Ricerca europeo di Ispra (JRC) ha risolto il problema del rilevamento di questa manipolazione.
È perfettamente possibile monitorare l'aggiunta di zucchero ai vini. A questo fine gli scienziati sfruttano il fatto che ogni grappolo d'uva maturo è naturalmente ricco in deuterio, un isotopo dell'idrogeno, e il rapporto quantitativo tra i due isotopi è costante per uno stesso tipo di vino. Se il rapporto misurato per un vino differisce dal valore che dovrebbe avere, è avvenuto lo zuccheraggio.

Banca europea dei vini
I ricercatori usano una tecnica particolarmente sofisticata per misurare il contenuto di deuterio: la spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (NMR). Il metodo è stato progettato, con questo preciso obiettivo, dal prof. Martin dell'Università di Nantes (Francia). Questa tecnica consente di ottenere, in modo irrefutabile, "l'impronta" dell'alcool contenuto in un particolare vino. Ciascun risultato deve essere confrontato con "le impronte" dei campioni di riferimento provenienti da vini autentici dello stesso tipo in modo da scoprire ogni possibile frode.
Per ciascun vino registrato, la banca dati deve memorizzare circa 100 parametri (origine, anno, tipo di uva, vinificazione, analisi chimica, qualità del terreno, condizioni climatiche, ecc.). Per questo considerevole compito, l'European Office for Wine, Alcohol and Spirit Drinks (BEVABS), istituito dalla Commissione nel 1993, e situato presso il Centro di Ispra, Istituto Ambiente, opera con la cooperazione attiva dei dipartimenti amministrativi responsabili del settore vino dei singoli stati membri. In compenso la banca dati costituisce, per i laboratori antifrode nazionali, un valido strumento.
In questa battaglia per la qualità del vino, il know-how dei ricercatori di Ispra continua a svilupparsi. Sono state scoperte nuove tecniche come la spettroscopia di massa del rapporto isotopico (IRMS), che conferma i risultati ottenuti col metodo NMR. Analizzando altri elementi come il carbonio 13 e l'ossigeno 18 è possibile rilevare altri tipi di adulterazione del vino come l'annacquamento fraudolento. In futuro tutti i parametri misurati potrebbe essere usati per analizzare l'origine geografica dei vini.
Progetto finanziato: Controllo della qualità dei vini a mezzo di spettroscopia a risonanza magnetica nucleare e spettroscopia di massa del rapporto isotopico.
Per maggiori informazioni sul progetto accedere a CORDIS Database Record.

 

Biotecnologie agroalimentari

"Microbi fantasma" per diminuire l'uso dei pesticidi

"Fantasmi" batterici potrebbero essere un nuovo modo per trattare le piante con pesticidi. Questi involucri vuoti di cellule batteriche possono essere riempiti di sostanze chimiche e posstranno aderire a foglie e steli anche dopo forti piogge.
Ciò potrebbe, eventualmente, consentire meno frequenti irrorazione di pesticidi, uno dei principali obiettivi per un'agricoltura che cerca di ridurre i costi e l'inquinamento.
I fantasmi batterici sono prodotti da cellule di Pectobacterium cypripedii, una specie evolutasi per aderire alle piante. Queste cellule sono trattate con una proteina di un batteriofago, un virus che infetta i batteri.
La proteina virale crea un tunnel tra le membrane cellulari interna ed esterna dei batteri, permettendo la rimozione del citoplasma e dell'informazione genetica. Poiché la cellula può aderire alla pianta solo se l'esterno non è danneggiato, la proteina scelta deve lasciare solo una cavità vuota, salvaguardando il resto della cellula.
Tamás Hatfaludi, capo della ricerca all'Università di Vienna, paragona la cellula ad una bottiglia, alla quale si toglie il tappo per rimuovere il contenuto, mantenendo intatta la bottiglia.
Il team di Hatfaludi ha spruzzato i suoi fantasmi batterici su piante di orzo, cotone, mais, cavolo, riso e soia, e le hanno bagnate simulando una forte pioggia. Tra il 10 e il 55% dei gusci batterici sono rimasti attaccati, nel riso la percentuale più alta e nella soia la più bassa.
Quando i ricercatori hanno riempito i gusci con tebuconazole, un fungicida ampiamente usato, per irrorarli su orzo e grano, l'attività pesticida è stata più elevata di quella ottenuta con applicazioni di tebuconazole disponibili commercialmente.
Da Journal of Agricoltural and Chemistry, vol. 52, pag. 5627, ripresa da checkbiotech.
(Fonte: www.checkbiotech.org)

Aumenta la produzione di cotone

La produzione di cotone sta aumentando. Una nuova organizzazione sta promovendo la coltura in Oklahoma, Texas e Kansas. North Texas, Oklahoma and Kansas Cotton è una partnership tra servizi di divulgazione e assistenza tecnica di università territoriali (destinatarie di finanziamento federale), sgranatori di cotone, depositi, oleifici e fornitori di semi e prodotti chimici.
L'Organizzazione promuoverà l'aumento delle superfici destinate alla produzione di cotone nei tre stati. Il principale obiettivo è aiutare gli agricoltori a coltivare i 300.000 acri di cotone producendo, in media 650 libbre di cotone grezzo per acro.
La produzione di cotone sta aumentando, dopo un decennio di gravi problemi di produzione, causati principalmente da infestazioni di insetti, con perdite di produzione consistenti, per almeno tre anni.
L'aumento dei prezzi ha rinnovato l'interesse per la coltivazione del cotone.
Un prezzo obiettivo di 72,4 cent per libbra, come obiettivo, e un forte mercato a pronti del cotone offrono un profitto potenziale maggiore rispetto a grano, sorgo o mais. Anche i costi di produzione del cotone sono diminuiti. Secondo le stime dei servizi di assistenza delle università, il cotone in coltura seccagna può produrre in media 113 dollari ad acro e il cotone irriguo può produrre 188 dollari all'acro.
Le superfici coltivate a cotone sono aumentate nelle principali contee cotoniere del sudovest e nelle aree dell'Oklahoma del centro nord.
Tre ulteriori fattori rendono la produzione del cotone più facile e più economica:
- la maggioranza degli stati produttori di cotone hanno programmi di eradicazione del punteruolo delle capsule dei semi che hanno ridotto i costi di controllo degli insetti, e gli agricoltori stanno producendo varietà più resistenti, come il cotone Roundup Ready e le varietà Bt;
- il cotone Roundup Ready che ha un'elevata tolleranza agli erbicidi usati nel controllo delle infestanti;
- il cotone Bt, nel cui genoma è stato introdotto un ingrediente biodegradabile, esistente in natura, riducendo o quasi eliminando la necessità di insetticidi per il controllo delle larve minatrici del cotone.
(Fonte: NewsOK.com ripresa da www.checkbiotech.org)

Frumento tollerante la siccità dall'Egitto

Trasferendo un gene dall'orzo ad una varietà locale di frumento, ricercatori egiziani dell'Istituto di ricerca di ingegneria genetica agraria (AGERI) del Cairo, hanno ottenuto un frumento resistente alla siccità che potrebbe essere coltivato in alcune aree desertiche utilizzando solo le piogge naturali o richiedere una sola irrigazione, contro le otto solite per la coltura.
Il gruppo di ricerca spera di sviluppare la tecnica e di soddisfare le esigenze di biosicurezza per commercializzare i semi di frumento transgenico come il primo prodotto GM sul mercato egiziano.
Lo stress idrico, causato dalla siccità, è il principale fattore limitante la crescita delle piante e la produttività delle colture nel mondo. I ricercatori hanno dimostrato che, attraverso il trasferimento di un gene (HVAI1) dall'orzo al frumento, le piante potrebbe tollerare bassi livelli idrici più a lungo prima che le foglie appassiscano.
Dopo i test di laboratorio, il frumento GM è stato testato in serra e in campo. Le prove di campo sono state condotte per tre stagioni, a partire dal 2001 - 2002.
Durante la stagione 2002 - 2003, Ahmed Bahieldin, il genetista vegetale che ha condotto la ricerca e i suoi colleghi, hanno confrontato la crescita del frumento GM e di una varietà locale in condizioni di pioggia normale, senza irrigazione. Le piante GM erano più alte e hanno avuto rese più elevate rispetto alle piante non modificate.
I ricercatori stanno trasferendo il gene per la tolleranza alla siccità ad altre varietà locali di frumento, usando i tradizionali programmi di miglioramento vegetale, come si potrebbe fare per i programmi di miglioramento in tutto il Mediterraneo.
Attualmente l'Egitto soddisfa solo il 38% della domanda interna con la produzione nazionale, a causa dei limiti alla coltivazione posti dalla mancanza d'acqua. La divergenza tra offerta e domanda rende il frumento GM tollerante la siccità molto importante per aumentare la coltivazione in aree dove prevalgono condizioni non ottimali di disponibilità idrica, salinità e temperatura. Tenuto anche conto che la capacità delle piante di sopportare stress idrici le rende più resistenti anche ad altri agenti ambientali.
Adattato da SciDev.net
Fonte: www.checkbiotech.org

Settembre 2005

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