Ambiente Risorse Salute

Rivista e dossier del Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente - Padova
direttore Domenico Ceravolo
Chi siamo / Home / La rivista /

INFORMAZIONI INNOVATIVE
da Ambiente Risorse Salute
Bimestrale su carta

 

Questa selezione informativa è finalizzata a mettere in risalto innovazioni
scientifiche e tecnologiche funzionali allo sviluppo sostenibile

Immettiamo in rete quanto già pubblicato su "Ambiente Risorse Salute"

dal n. 96 (marzo - aprile 2004)


Indice delle rubriche:

Ambiente
*Edifici eco-compatibili certificati
*Gestione e sfruttamento sostenibili di risorse idriche

Mutamenti climatici
*Le disposizioni di Kyoto giuridicamente vincolanti nell'UE

Energia
*Avanguardia europea nella ricerca su energia solare, maremotrice e geotermica


Idrogeno e Innovazione
*La Corea del Sud sviluppa la tecnologia dell'idrogeno
*Veicoli FCX a celle a combustibile Honda
*Nuovo portatile Smart Fuel Cell
*Fuel Cell in Finlandia

Alimentazione e Salute
* Fiutare ...
*Biosensori elettrochimici controllano la produzione del vino
*Test di qualità per imballaggi di ortofrutta
*Influenza degli acidi grassi su crescita fetale e sviluppo neonatale

Biotecnologie agroalimentari
* In Argentina, ormone umano della crescita ottenuto da mucche clonate
* Varietà di mais più resistente al freddo
* In Spagna la maggiore produzione europea di mais GM
* I geni vegetali di resistenza agli antibiotici: non ci sono rischi per la salute umana
* Bietola convenzionale e GM a confronto
* Bietola convenzionale e GM a confronto


Ambiente

Edifici eco-compatibili certificati
Nuove tecniche costruttive sono state adottate dall'Azienda Territoriale di Edilizia Residenziale (ATER) di Rovigo, nell'ambito del programma di collaborazione con ENEA e del Programma sperimentale di Edilizia Residenziale Pubblica della Regione Veneto "20.000 abitazioni in affitto". Il settore edile è indicato, anche nelle direttive politiche comunitarie per lo sviluppo sostenibile, come ambito prioritario di intervento, per l'incidenza economica e per l'elevato potenziale di riduzione delle emissioni di CO2. Sono già diffusi sistemi di certificazione relativi ai consumi energetici in uso per il riscaldamento degli edifici, mentre devono ancora affermarsi sistemi di certificazione per gli edifici nel loro complesso, anche perché il processo di analisi deve arrivare a considerare tutte le fasi di vita degli edifici e gli altri aspetti ambientali. I più recenti strumenti di valutazione e progettazione eco-compatibile (eco-design) degli edifici in ambito internazionale, usano un approccio esteso all'interno ciclo di vita (LCA): dall'acquisizione di materie prime, alla manifattura dei prodotti, al trasporto, alla costruzione, installazione e messa in opera fino all'uso, dismissione, smaltimento, riciclaggio o riuso. Dall'analisi degli effetti ambientali, delle emissioni in aria, in acqua e verso il suolo, della produzione di rifiuti e, in tutti i casi dei consumi di energia, è possibile valutare l'impatto dell'adozione di materiali, tecniche e tipologie, nonché dei processi produttivi e gestionali relativi all'edificio, sulla salute dell'uomo, sulla qualità ecosistemica e sulla riduzione delle risorse. L'ENEA pubblica un rapporto (RT/2003/75/PROT) sulle tecnologie utilizzate nell'ambito del programma sperimentale citato per certificarne l'eco-compatibilità e la durata. Il rapporto illustra: - il metodo sviluppato che comprende una valutazione LCA delle soluzione costruttive in riferimento alla presunta qualità funzionale nel tempo (durata); - l'applicazione dello stesso metodo a tre elementi edilizi di involucro (parete a cappotto, parete a faccia vista, copertura a tetto) costituenti soluzioni ricorrenti nelle realizzazioni dell'ATER; - l'analisi delle caratteristiche di eco-compatibilità e durata delle suddette soluzioni di involucro edilizio ATER e relativa certificazione. Fonte: rapporto "Certificazione di eco-compatibilità e durata degli edifici", Ezilde Costanzo, ENEA Centro Ricerche Casaccia - Roma, Paolo Neri, ENEA Centro Ricerche "Ezio Clementel" - Bologna

Gestione e sfruttamento sostenibili di risorse idriche
Una PMI italiana, sostenuta dall'Unione delle Camere di Commercio liguri, ha sviluppato un servizio software a supporto dello sfruttamento sostenibile dei bacini idrici e sta cercando un accordo di concessione. Il software consente di raccogliere, gestire e analizzare i dati sulla risorsa e di modellizzare gli effetti dello sfruttamento idrico (fornitura idrica, irrigazione, impianti energetici, produzione industriale) sull'ambiente, sulla base dei dati raccolti. Sono state attuate e sottoposte a prova tecniche di modellizzazione acque superficiali e sotterranee. La tecnologia proposta, che affronta la problematica della crescente domanda di acqua di buona qualità, è il risultato di un progetto condotta dalla PMI in cooperazione con l'Università di Genova e l'Ufficio Idrografico e Mareografico della città e con il finanziamento del Ministero della Ricerca. I principali obiettivi della tecnologia sono la gestione sostenibile dei bacini idrici e la protezione degli ambienti geologici, può essere utile alle pubbliche amministrazioni per la gestione delle risorse idriche e per evitare il super sfruttamento e la degradazione delle acque dei propri bacini. I principali servizi offerti dalla tecnologia: - un catasto e un GIS dei dati idrologici, che integra dati territoriali (pioggia, temperatura e portate idriche) con dati amministrativi (bacini, prese idriche, richieste per nuovi sfruttamenti, ecc.), - un modello previsionale che consente di stimare i flussi idrici sulla base di una simulazione dei deflussi da pioggia, - un portale per la diffusione e la raccolta dei dati via Internet. I principali vantaggi della tecnologia: - strumenti semplici e facili da usare, come i tradizionali modelli di deflusso, - importante aiuto all'attuazione della protezione integrata e della gestione delle risorse idriche, - banca dati centralizzata dei dati idrici, - diffusione e sfruttamento dei dati idrologici. Gli aspetti innovativi della tecnologia sono relativi alla possibilità di supportare alcune semplici, ma efficaci, tecniche di gestione e modellizzazione idrica, che possono essere adottate dagli enti pubblici per integrare e migliorare le proprie attività gestionali. Fornisce inoltre una più precisa stima degli effetti ambientali dello sfruttamento idrico e la possibilità di sviluppare, sulla base dei dati e delle informazioni raccolti con questa tecnologia, nuovi criteri di analisi e nuovi strumenti. L'azienda che ha sviluppato la tecnologia cerca collaborazione nei settori idrico e idrologico, per la valutazione della tecnologia e per il suo adattamento ad aree diverse da quella di prima prova, i bacini orientali liguri e la provincia di Genova. I settori di impiego possono essere l'allevamento zootecnico, l'agricoltura, l'itticoltura, la gestione forestale, le tecnologie fognarie e di depurazione, la gestione dei rifiuti e il trattamento idrico. Per maggiori informazioni: Unione delle Camere di Commercio della Liguria (Claudia Magnaguagno), Via San Lorenzo 15/1, 16123 Genova, tel. 010 2704219, e-mail alps@ge.camcom.it Fonte: Cordis (http://ica.cordis.lu/search/... 

Mutamenti climatici

Le disposizioni di Kyoto giuridicamente vincolanti nell’UE
È entrata in vigore la decisione n. 280/2004/CE dell'11 febbraio del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ad un meccanismo per monitorare le emissioni di gas a effetto serra nella Comunità e per attuare il protocollo di Kyoto. La decisione rende giuridicamente vincolanti per tutti gli Stati membri gli impegni assunti con la firma del protocollo nel 1997. La nuova decisione riguarda in particolare le procedure di sorveglianza e di comunicazione delle emissioni nel quadro del protocollo. Mediante questa decisione, tutte le disposizioni del protocollo di Kyoto hanno forza di legge nel diritto comunitario e, con essa, l’UE ha riaffermato la sua leadership mondiale nella lotta contro il cambiamento climatico e nella realizzazione del protocollo. Il protocollo di Kyoto e la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) sono il solo ambito internazionale di lotta contro il riscaldamento planetario. “Abbiamo adottato tutta la legislazione comunitaria necessaria per rispettare i nostri impegni nel quadro del protocollo di Kyoto” secondo Margot Wallstrom, commissario europeo all’ambiente. “Ciò significa che mettiamo pienamente in opera questo importante protocollo prima della sua entrata in vigore a livello internazionale. L’Unione europea, in quanto potente blocco di 25 paesi, ha una responsabilità particolare per esercitare una leadership mondiale e mostrare la via agli altri paesi”. Il protocollo di Kyoto e gli accordi conclusi durante le conferenze ulteriori delle parti prevedono per le emissioni delle rigorose procedure in materia di contabilizzazione, di comunicazione e di esame, al fine di assicurare la trasparenza nonché un’alta qualità e comparabilità dei dati. Si tratta di uno degli elementi che fanno del protocollo uno dei trattati ambientali più avanzati, innovativi e globali nel mondo. La nuova decisione che prevede delle procedure concrete per la contabilizzazione, la comunicazione e l’esame delle emissioni, sostituisce e allarga la vecchia decisione sul meccanismo di sorveglianza dei gas serra, che copre le esigenze che derivano dalla UNFCCC del 1992. Inoltre, essa affronta questioni di comunicazione e di sorveglianza in relazione con “l’accordo di distribuzione del carico” dell’UE, in virtù del quale ciascuno Stato membro ha accettato un obiettivo individuale per limitare o ridurre le sue emissioni di gas serra nel momento in cui l’UE ha ratificato il protocollo di Kyoto nel 2002. Le nuove regole permetteranno agli Stati membri e all’UE di sorvegliare i progressi compiuti nella realizzazione dei loro obiettivi di riduzione delle emissioni e, se sarà il caso, di prendere delle misure complementari. La decisione contiene egualmente delle disposizioni riguardanti il coordinamento necessario tra l’UE e gli Stati membri al momento delle loro procedure di conformità e di esame a livello delle Nazioni Unite previsti per il protocollo di Kyoto. In seno all’UE, la Commissione valuta i progressi annualmente e, se sarà il caso, propone delle misure appropriate. L'attuazione del protocollo Il protocollo di Kyoto aggiunto alla UNFCCC è stato ratificato dall’Unione Europea e dai suoi Stati membri il 31 maggio del 2002. Ad oggi, 121 paesi hanno sottoscritto il protocollo. Il protocollo di Kyoto impegna l’UE a ridurre le sue emissioni di gas serra dell’8% in rapporto ai livelli del 1990 nel corso del primo periodo d’impegno (2008 - 2012). In virtù dell’accordo di distribuzione del carico”, che è divenuto giuridicamente vincolante per gli Stati membri quando l’UE ha ratificato il protocollo di Kyoto (decisione 2002/358/ CE del Consiglio del 25 aprile 2002), questo obiettivo è distribuito tra i 15 stati membri. Le regole esigono che il protocollo non possa entrare in vigore che se almeno 55 parti aderenti alla UNFCCC non l’abbiano ratificato e che queste parti rappresentino almeno il 55% delle emissioni di CO2 nel 1990. Oltre agli Stati Uniti, che hanno deciso di non ratificare il protocollo, la Russia è il solo paese che non ha ancora ratificato e le cui emissioni del 1990 contribuirebbero a raggiungere la soglia del 55%. Fonte: sito commissione europea http://europe.eu.int/comm/…

Energia

Avanguardia europea nella ricerca su energia solare, maremotrice e geotermica
Alla metà di marzo, al sito sperimentale della “Piattaforma solare” d’Almeria (Spagna), la Commissione europea ha esposto lo stato di avanzamento dei suoi programmi di ricerca sulle fonti di energia di sostituzione, fra le quali l’energia solare termica, maremotrice e geotermica. Mentre il consumo energetico mondiale è previsto raddoppi nel corso dei prossimi 50 anni, l’Europa continua a dipendere largamente da fonti energetiche esterne. Attualmente il consumo energetico dell’UE è basato sul petrolio per il 41%, sul gas per il 23%, sul carbone (15%), sul nucleare (15%) e sulle energie rinnovabili a livello del 6% soltanto. La minaccia di cambiamento climatico su scala planetaria e i rischi che pesano sulla sicurezza energetica costringeranno l’Europa a cambiare radicalmente politica in materia e a diversificare le sue fonti di approvvigionamento facendo appello sempre di più alle energie rinnovabili. Così l’UE ha definito una strategia mirante ad aumentare l’uso delle energie rinnovabili dal 6% al 12% entro il 2010. Tanto che l’UE destina 810 milioni di euro alle fonti rinnovabili nel sesto programma quadro di ricerca. Fra i progetti presentati spiccano per importanza “European Hot Dry Rock” per l’energia geotermica, “Wave Dragon” per l’energia maremotrice e “Sol Air” per l’energia solare termica. Nelle parole del commissario Busquin è sottolineato quanto convenga, all’Europa intensificare la ricerca per rendere veramente redditizie le energie rinnovabili e di sostituzione e per incoraggiare la loro adozione. Lo sviluppo della ricerca e misure di stimolo, come la riduzione delle tasse e l’accesso ai finanziamenti, sono fattori di promozione dell’uso delle energie rinnovabili in grado di rendere più competitiva l’Europa. Energia geotermica L’energia geotermica utilizza il calore naturale della Terra ed è dunque disponibile notte e giorno indipendentemente dalle condizioni meteorologiche e climatiche. In Europa, circa 95.000 abitazioni sono attualmente riscaldate con energia geotermica, che ha una capacità produttiva di circa 1.000 MW di potenza elettrica, già sfruttata in Europa. Il progetto (al quale partecipano Francia, Germania, Italia e Svizzera) consiste nell’utilizzare vasti sistemi di faglie naturali iniettandovi acqua ad alta pressione, che viene riscaldata e recuperata alla superficie per mezzo di pozzi di produzione. Uno scambiatore di calore trasferisce l’energia ad un secondo circuito che aziona un turbogeneratore ricavandone elettricità. L’Europa è leader mondiale in questa tecnologia e il sito sperimentale si trova a Soultz-sous-Forets in Francia. Il Progetto “European Hot Dry Rock” è coordinato dal GEIE (Gruppo europeo d’interesse economico) “Heat Mining” e, nella prima fase 2001 – 2004, vede la partecipazione di Electricité de France (EDF), l’Ente nazionale per l’energia elettrica italiano (ENEL), Pfalzwerke AG, Electricitè de Strasbourg, Bestec Gmbh, Shell. Nella seconda fase (2004 - 2007) al GEIE parteciperanno, fra gli altri, il Bureau de Recherches Geologiques et Minieres (BRGM) e il Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS). Per maggiori informazioni: www.soultz.net Energia marina I gruppi di ricerca europei, che stanno mettendo a punto apparecchiature per sfruttare le correnti di marea, e cioè recuperare l’energia delle correnti marine prodotta dalle maree sono leader nel mondo. Nessun altro gruppo, per il momento, oltrepassa lo stadio degli studi teorici. Attualmente sono in prova due sistemi che producono 300 kWe ciascuno. Anche i gruppi che operano nel campo dell’energia ricavata dalle onde sono leader mondiali. Il Progetto europeo di ricerca “Wave Dragon” riguarda il primo convertitore di energia dalle onde del mare mai realizzato al mondo e produce elettricità per la rete danese. Il gruppo di ricerca riunisce partecipanti di, Danimarca, Germania, Irlanda, Svezia e Regno Unito. Ormeggiato al largo e pesante 237 ton, Wave Dragon recupera l’energia prodotta dalle onde che s’infrangono. L’acqua è inizialmente stoccata in un serbatoio, poi circola attraverso turbine che producono elettricità. La dimensione di questo prototipo è quattro volte inferiore a quella del sistema completo. In rapporto alle centrali idroelettriche classiche, questa nuova tecnologia è del tutto competitiva. Esistono già dei piani riguardanti la costruzione e l’installazione di unità di produzione in altri posti dell’UE. Fra gli enti partecipanti si trovano Löwenmark FRI (DK); SPOCK Aps (DK); Balslev (DK); Università di Aalborg, Dipartimento Ingegneria civile (DK); Armstrong Technology (UK); Promecon as (DK). Maggiori informazioni: www.wavedragon.net Energia solare La concentrazione eliotermica consiste nell’utilizzare direttamente la luce del sole, per mezzo di sistemi ottici, al fine di produrre calore. I consorzi europei, con l’elaborazione di componenti e concezioni nuovi, hanno guadagnato posizioni avanzate in questo campo. Il progetto Sol Air è basato sull’utilizzazione di specchi al fine di concentrare la radiazione del sole su un recettore in ceramica che riscalda l’aria, che serve a sua volta a riscaldare l’acqua. Successivamente, il vapore d’acqua muove le turbine che producono elettricità. Gli europei padroneggiano questa particolare tecnologia, unica nel mondo. In futuro, la potenza delle centrali solari che utilizzano la tecnologia delle centrali a torre varierà da 10 Mwe a 100 Mwe in funzione della domanda e del terreno disponibile. Il progetto riunisce partecipanti provenienti da Spagna, Germania, Grecia e Danimarca, quali Solucar S.A. (ES); Helio Tech Aps (DK); DLR (DE); CIEMAT (ES); CERTH/CPERI (GR); IBERESE S.A. (ES). Per maggiori informazioni: www.psa.es/webeng/index.html Fonte: http://europa.eu.int/rapid/start/…

La Corea del Sud sviluppa la tecnologia dell'idrogeno
È di fonte governativa la notizia che la Corea del Sud si accinge a sviluppare il
rifornimento energetico basato sull'idrogeno, nell'intento di ridurre la dipendenza del
paese dai combustibili fossili, nel settore dei trasporti, di circa il 20%.
Per finanziare la creazione di questa struttura energetica all'idrogeno, che utilizzerà
reattori nucleari avanzati, il governo destinerà 986,1 miliardi di won (843 milioni di dollari
USA), fino al 2019.
Il progetto invita tre istituti di ricerca nazionali, Korea Atomic Energy Research Institute,
Korea Institute of Energy Research e Korea Institute of Science and Technology, di
condurre congiuntamente le ricerche e sviluppare le tecnologie adeguate.
Se l'iniziativa sarà coronata da successo, la Corea del Sud risparmierà 85 milioni di barili
di petrolio all'anno per un valore di 3 trilioni di won a prezzi correnti.
Il rifornimento energetico basato sull'idrogeno aiuterà altresì il paese a ridurre
l'inquinamento atmosferico, mediante la diminuzione delle emissioni di anidride carbonica
di circa 10 milioni di tonnellate all'anno.
Fonte: Fuel Cell Today www.fuelcelltoday.com/ ...

Veicoli FCX a celle a combustibile Honda
Dal dicembre 2002, Honda Motor Co. ha consegnato, negli Stati Uniti ed in Giappone 10
veicoli FCX a celle a combustibile.
L'ultima consegna è stata effettuata a Idemitsu Kosan Co., seconda compagnia privata a
ricevere un veicolo FCX. Questa consegna è particolarmente significativa in quanto la
compagnia energetica giapponese è fortemente coinvolta nel business del petrolio. Con
essa Honda si propone di accelerare la raccolta di dati e lo sviluppo tecnico sia del
veicolo che delle infrastrutture che sono essenziali per la diffusione dei veicoli a celle a
combustibile.
L'FCX adotta il sistema di stoccaggio energetico Honda, sviluppato indipendentemente,
ad alta efficienza, con un condensatore ad elevato rendimento per ottenere una elevata
prestazione alla guida. La disposizione dei componenti strutturali del veicolo è ottimizzata
per realizzare un interno spazioso, per quattro adulti, in una carrozzeria compatta che
mantiene un alto livello di prestazioni di sicurezza in collisione in tutte le direzioni.
Fonte: Fuel Cell Today www.fuelcelltoday.com/ ...

Nuovo portatile Smart Fuel Cell
Smart Fuel Cell, produttore tedesco di celle a combustibili portatili, ha presentato il suo
ultimo sviluppo durante la fiera del computer CeBit (Hannover 18 - 24 marzo 2004).
Il "PowerBoy" di Smart Fuel Cell è una unità portatile di fuel cell a metanolo diretto
(DMFC) in grado di alimentare piccoli dispositivi elettronici, come notebook, telecamere,
TV portatili e lettori DVD. PowerBoy può funzionare fino a 12 ore con una singola carica
di metanolo, può alimentare vari dispositivi contemporaneamente e pesa solo 0,7 kg.
I dirigenti di Smart Fuel Cell sostengono che le apparecchiature portatili prossime venture
avranno maggiori funzioni di quelle odierne e che gli utenti richiedono più flessibilità e
mobilità. Le batterie convenzionali non possono rispondere a queste esigenze e
PowerBoy di Smart Fuel Cell è attualmente la sola unità di cella a combustibile
disponibile che potrà soddisfare i clienti.
Fonte: Fuel Cell Today www.fuelcelltoday.com/ ...

Fuel Cell in Finlandia
L'azienda finlandese Enfucell sta sviluppando e spera di poter produrre Celle a
combustibile biocatalitiche a metanolo diretto (DMBFC) per strumenti elettrici portatili a
bassa potenza. L'azienda conduce le sue ricerche con l'Università di Tecnologie di
Helsinki ed il lavoro sembra ad uno stadio iniziale, con ancora pochi dettagli disponibili.
L'Università della Tecnologia di Helsinki (HUT) sta conducendo una serie di ricerche
legate alle celle a combustibile. Il suo Laboratorio di sistemi energetici avanzati ha
cominciato a guardare alle celle a combustibile all'inizio degli anni '90. La serie attuale di
progetti legati alla concezione e costruzione di celle a combustibile è cominciata nel
1998. I progetti si stanno concentrando sulla tecnologia PEMFC a bassa potenza (<100
W) come fonti energetiche per l'elettronica di largo consumo, piccoli sistemi di backup e
applicazioni speciali. Il Laboratorio di tecnologia dell'automazione, nel frattempo, ha
svolto ricerche, per un certo numero di anni, sulle celle a combustibile biologiche, dove il
catalizzatore non è il platino ma microrganismi o enzimi. Enfucell è coinvolta in questo
settore.
Un'altra azienda finlandese, Hydrocell produce piccole unità di potenza basate sulla
tecnologia delle celle a combustibile alcaline, simili a barattoli, per lo stoccaggio
dell'idrogeno come di idruro metallico. Essa ha dimostrato l'utilizzo delle sue celle a
combustibile in numerose applicazioni, compreso un battello e una piccola auto urbana.
Ha venduto soprattutto unità nella gamma di potenza da 200 W a 800 W, ma nel 2004 si
propone di lanciare un nuovo prodotto più piccolo, l'HC-100, che sta per essere
commercializzato come caricatore portatile o come una fonte di corrente per qualsiasi
dispositivo a 12 V.
Tekes (l'agenzia tecnologica nazionale dlla Finlandia) lavora sulla tecnologia delle celle a
combustibile da vent'anni, e negli ultimi dieci con finanziamenti del governo. Le aree di
maggiore interesse comprendono integrazione di sistemi e sviluppo di componenti. Ha
condotto ricerche su celle a combustibile AFC, PEMFC, SOFC e biologiche. Dirige il
programma nazionale finlandese di diffusione delle tecnologie energetiche che sta
investendo 50 milioni di euro, in cinque anni, nella produzione distribuita. Una parte del
finanziamento è destinato alla ricerca e sviluppo su celle a combustibile e idrogeno.
Altre organizzazioni di ricerca e aziende coinvolte nella ricerca e interessate all'idrogeno
e alle celle a combustibile in Finlandia sono: Fortum Heat, Optatech, Patria Vehicles.
Prizztech, Tampere University of Tecnology, University of Helsinky, University of
Jyvaskyla, Vattenfall, Vaasa Engineering, Verteco e Woikoski.
Fonte: Fuel Cell Today www.fuelcelltoday.com/ ...

Idrogeno e Innovazione

La Corea del Sud sviluppa la tecnologia dell'idrogeno
È di fonte governativa la notizia che la Corea del Sud si accinge a sviluppare il
rifornimento energetico basato sull'idrogeno, nell'intento di ridurre la dipendenza del
paese dai combustibili fossili, nel settore dei trasporti, di circa il 20%.
Per finanziare la creazione di questa struttura energetica all'idrogeno, che utilizzerà
reattori nucleari avanzati, il governo destinerà 986,1 miliardi di won (843 milioni di dollari
USA), fino al 2019.
Il progetto invita tre istituti di ricerca nazionali, Korea Atomic Energy Research Institute,
Korea Institute of Energy Research e Korea Institute of Science and Technology, di
condurre congiuntamente le ricerche e sviluppare le tecnologie adeguate.
Se l'iniziativa sarà coronata da successo, la Corea del Sud risparmierà 85 milioni di barili
di petrolio all'anno per un valore di 3 trilioni di won a prezzi correnti.
Il rifornimento energetico basato sull'idrogeno aiuterà altresì il paese a ridurre
l'inquinamento atmosferico, mediante la diminuzione delle emissioni di anidride carbonica
di circa 10 milioni di tonnellate all'anno.
Fonte: Fuel Cell Today www.fuelcelltoday.com/ ...

Veicoli FCX a celle a combustibile Honda
Dal dicembre 2002, Honda Motor Co. ha consegnato, negli Stati Uniti ed in Giappone 10
veicoli FCX a celle a combustibile.
L'ultima consegna è stata effettuata a Idemitsu Kosan Co., seconda compagnia privata a
ricevere un veicolo FCX. Questa consegna è particolarmente significativa in quanto la
compagnia energetica giapponese è fortemente coinvolta nel business del petrolio. Con
essa Honda si propone di accelerare la raccolta di dati e lo sviluppo tecnico sia del
veicolo che delle infrastrutture che sono essenziali per la diffusione dei veicoli a celle a
combustibile.
L'FCX adotta il sistema di stoccaggio energetico Honda, sviluppato indipendentemente,
ad alta efficienza, con un condensatore ad elevato rendimento per ottenere una elevata
prestazione alla guida. La disposizione dei componenti strutturali del veicolo è ottimizzata
per realizzare un interno spazioso, per quattro adulti, in una carrozzeria compatta che
mantiene un alto livello di prestazioni di sicurezza in collisione in tutte le direzioni.
Fonte: Fuel Cell Today www.fuelcelltoday.com/ ...

Nuovo portatile Smart Fuel Cell
Smart Fuel Cell, produttore tedesco di celle a combustibili portatili, ha presentato il suo
ultimo sviluppo durante la fiera del computer CeBit (Hannover 18 - 24 marzo 2004).
Il "PowerBoy" di Smart Fuel Cell è una unità portatile di fuel cell a metanolo diretto
(DMFC) in grado di alimentare piccoli dispositivi elettronici, come notebook, telecamere,
TV portatili e lettori DVD. PowerBoy può funzionare fino a 12 ore con una singola carica
di metanolo, può alimentare vari dispositivi contemporaneamente e pesa solo 0,7 kg.
I dirigenti di Smart Fuel Cell sostengono che le apparecchiature portatili prossime venture
avranno maggiori funzioni di quelle odierne e che gli utenti richiedono più flessibilità e
mobilità. Le batterie convenzionali non possono rispondere a queste esigenze e
PowerBoy di Smart Fuel Cell è attualmente la sola unità di cella a combustibile
disponibile che potrà soddisfare i clienti.
Fonte: Fuel Cell Today www.fuelcelltoday.com/ ...

Fuel Cell in Finlandia
L'azienda finlandese Enfucell sta sviluppando e spera di poter produrre Celle a
combustibile biocatalitiche a metanolo diretto (DMBFC) per strumenti elettrici portatili a
bassa potenza. L'azienda conduce le sue ricerche con l'Università di Tecnologie di
Helsinki ed il lavoro sembra ad uno stadio iniziale, con ancora pochi dettagli disponibili.
L'Università della Tecnologia di Helsinki (HUT) sta conducendo una serie di ricerche
legate alle celle a combustibile. Il suo Laboratorio di sistemi energetici avanzati ha
cominciato a guardare alle celle a combustibile all'inizio degli anni '90. La serie attuale di
progetti legati alla concezione e costruzione di celle a combustibile è cominciata nel
1998. I progetti si stanno concentrando sulla tecnologia PEMFC a bassa potenza (<100
W) come fonti energetiche per l'elettronica di largo consumo, piccoli sistemi di backup e
applicazioni speciali. Il Laboratorio di tecnologia dell'automazione, nel frattempo, ha
svolto ricerche, per un certo numero di anni, sulle celle a combustibile biologiche, dove il
catalizzatore non è il platino ma microrganismi o enzimi. Enfucell è coinvolta in questo
settore.
Un'altra azienda finlandese, Hydrocell produce piccole unità di potenza basate sulla
tecnologia delle celle a combustibile alcaline, simili a barattoli, per lo stoccaggio
dell'idrogeno come di idruro metallico. Essa ha dimostrato l'utilizzo delle sue celle a
combustibile in numerose applicazioni, compreso un battello e una piccola auto urbana.
Ha venduto soprattutto unità nella gamma di potenza da 200 W a 800 W, ma nel 2004 si
propone di lanciare un nuovo prodotto più piccolo, l'HC-100, che sta per essere
commercializzato come caricatore portatile o come una fonte di corrente per qualsiasi
dispositivo a 12 V.
Tekes (l'agenzia tecnologica nazionale dlla Finlandia) lavora sulla tecnologia delle celle a
combustibile da vent'anni, e negli ultimi dieci con finanziamenti del governo. Le aree di
maggiore interesse comprendono integrazione di sistemi e sviluppo di componenti. Ha
condotto ricerche su celle a combustibile AFC, PEMFC, SOFC e biologiche. Dirige il
programma nazionale finlandese di diffusione delle tecnologie energetiche che sta
investendo 50 milioni di euro, in cinque anni, nella produzione distribuita. Una parte del
finanziamento è destinato alla ricerca e sviluppo su celle a combustibile e idrogeno.
Altre organizzazioni di ricerca e aziende coinvolte nella ricerca e interessate all'idrogeno
e alle celle a combustibile in Finlandia sono: Fortum Heat, Optatech, Patria Vehicles.
Prizztech, Tampere University of Tecnology, University of Helsinky, University of
Jyvaskyla, Vattenfall, Vaasa Engineering, Verteco e Woikoski.
Fonte: Fuel Cell Today www.fuelcelltoday.com/ ...

Alimentazione e salute

Fiutare ...
Un nuovo progetto mette a disposizione dell'industria alimentare la nuova tecnologia del
fiuto elettronico per la rilevazione di odori indesiderabili e contaminanti microbici in
prodotti lattiero-caseari e prodotti di panetteria.
I sistemi a fiuto elettronici (e.nose) sono disponibili già da parecchi anni, ma l'industria
alimentare si è dimostrata lenta nello sfruttamento di questa tecnologia come parte dei
sistemi di assicurazione della qualità, in tempo reale.
Il progetto e.nose ha usato varie tipologie di sistemi di rilevamento olfattivo per il
rilevamento rapido, tempestivo e a costi convenienti, di contaminanti indesiderabili e
pericolosi, tossine e contaminazioni nei prodotti industriali a base di latte e panetteria.
Un settore del progetto ha comparato i cambiamenti di aroma di un formaggio Danese,
tipo gorgonzola, a stadi diversi di maturazione, usando e.nose, spettrometro a
gascromatografia di massa (GC-MS) e analisi con pannello sensore. I risultati hanno
dimostrato che il sistema e.nose è in grado di individuare lo stadio di maturazione del
gorgonzola danese, con la medesima precisione dell'analisi sensoriale e dell'analisi con
GC-MS.
Il progetto ha dimostrato che:
? È possibile differenziare e rilevare contaminanti fungini in varie matrici di formaggi.
? È possibile discriminare i ceppi micotossigenetici da quelli innocui di alcuni funghi della
marcescenza.
? I sensori ad ossido metallico sono efficaci nel rilevamento e discriminazione tra
contaminazione batterica e fungina entro le 24 - 48 ore e ancor prima del deterioramento
visibile nel pane.
I ricercatori sono ora agli stadi finali di completamento degli esperimenti con e.nose
nell'industria alimentare e delle analisi di costo-benefici in aree dell'industria lattiera e di
panetteria.
Per maggiori informazioni: Progetto n. QLKl-CT-2000-01763. (http://www.e-nose.net)

Biosensori elettrochimici controllano la produzione del vino
L'obiettivo del progetto di ricerca CRAFT (11 partner da 6 paesi) WINEBIOSENS è lo
sviluppo di un nuovo sistema integrato di analisi, basato su sensori elettrochimici, per
monitorare le concentrazioni di substrato e metaboliti durante il processo di fermentazione
per la produzione vinicola, sopratutto nella prima fase, determinante per la qualità del
prodotto finale.
Disporre di rapidi strumenti automatici per effettuare controlli nel mosto, che rilevino gli
analiti chiave in tempo reale consente interventi tempestivi che evitino la perdita di qualità
del prodotto finale.
Il nuovo sistema potrà realizzare misurazioni in linea dei seguenti analiti: D-glucosio, D-
fruttosio e etanolo.
Il progetto specifica gli altri fondamentali aspetti relativi al sistema di biosensori come la
sensibilità, la stabilità e la precisione di misurazione per le applicazioni indicate, indica le
condizioni applicative e le sostanze, che avendo particolare effetto sulla qualità del vino,
debbono essere quantificate prima e durante la fermentazione del mosto in vino.
Gli sviluppi del progetto saranno considerati positivi se condurranno a:
- una riduzione dei danni economici dovuti a blocchi di fermentazione;
- una riduzione del costo delle determinazioni analitiche fino a circa il 60 %;
- un risparmio superiore al 10 – 20 %.
Progetto n. QLK1-CT-2002-70884 (WINE BIOSENS)
Per maggiori informazioni: Stefano Cinelli Colombini, Località Podernuovi 170, 53024
Montalcino
Fonte Flair Flow Europe (J. Farkas, Central Food Research Institute, Budapes)

Test di qualità per imballaggi di ortofrutta
Una delle principali cause di danni nel settore agrumario sono le infezioni fungine che
causano muffe. Circa il 5-10% del prezzo finale del prodotto è dovuto alle perdite
economiche causate dalle muffe. Nella fase iniziale, l'infezione fungina è difficilmente
rilevabile con l'ispezione ottica artificiale e neanche l'ispezione manuale, pur migliore, ha
esiti molto positivi, considerato che le perdite rimangono molto elevate.
Il progetto QTEPACK mira a sviluppare, integrare e sottoporre a prova innovative
tecniche di risonanza magnetica a basso costo e nuovi meccanismi di manipolazione
della frutta per il controllo di qualità nel processo di selezione dei prodotti ortofrutticoli.
Alcuni risultati:
- le tecniche di risonanza magnetica sono una soluzione efficace per il rilevamento
precoce delle infezioni fungine,
- un codice informatico riconosce la buccia di arancia e decide se è danneggiata o meno,
- uno spettrometro digitale per l'acquisizione e l'esame dei segnali della risonanza
magnetica consente di trasformarli in segnali acustici e di programmare tutti i parametri,
- un nuovo sistema meccanico, compatibile con la risonanza magnetica, di alimentazione
dell'impianto con la frutta da controllare,
- un quadro elettronico per controllare l'hardware, per lavorare online sul nastro di
trasporto della frutta e con sufficiente capacità per processare le immagini fornite dal
sistema di risonanza magnetica,
- un magnete permanente che, purtroppo, non può ancora essere prodotto con le
necessarie caratteristiche tecniche per rispondere ai requisiti di omogeneità,
- un progetto di superconduttore e la caratterizzazione di nastri di acciaio ad alta
resistenza (HTS), non abbastanza maturi per questa applicazione. È stato chiarito il grado
di applicabilità e quindi di immediata disponibilità commerciale dei nastri HTS a tale
stadio.
In conclusione, considerando i risultati raggiunti con QTEPACK e dopo un'ampia
ricognizione mondiale dello stato dell'arte, è possibile concludere che la risonanza
magnetica a basso costo per l'analisi della qualità dei prodotti ortofrutticoli non è ancora
una tecnologia matura. Attualmente, la principale difficoltà per l'attuazione delle soluzioni
studiate è la disponibilità di un magnete con i requisiti necessari.
Progetto n. QLK1-2000-00936
Per maggiori informazioni: José María Martínez-Iglesias, Talleres Daumar S.A., Wifredo
794-796, 08918 Badalona, SPAIN, e-mail: mziglesias@daumar.es
Fonte: Flair Flow Europe

Influenza degli acidi grassi su crescita fetale e sviluppo neonatale
La nutrizione perinatale influisce sulla salute e sullo sviluppo dei neonati con effetti
residui sulla salute del resto della vita, in modo particolare in caso di ridotta crescita fetale
(IUGR). Poiché gli effetti degli acidi grassi assunti dalle donne gravide o in allattamento, o
forniti ai neonati, non sono stati adeguatamente valutati, l'obiettivo generale di PeriLip è
definire il ruolo dei grassi acidi nella crescita fetale e nello sviluppo neonatale, con
particolare riferimento alla sindrome IUGR. Il suo obiettivo finale è migliorare la dieta per
le donne in gravidanza.
Gli specifici obiettivi di questo progetto sono:
1. Determinare i profili degli acidi grassi di feti con differenti percorsi di crescita
intrauterina.
2. Determinare i fattori che possono influenzare la disponibilità di specifici acidi grassi
per il feto e per i neonati (ad es. la dieta, la composizione del tessuto adiposo
materno, la funzione della placenta e la composizione del latte).
3. Identificare le conseguenze, per la funzionalità placentare, la crescita fetale, lo
sviluppo neonatale e perinatale, della manipolazione della composizione degli acidi
grassi.
4. La produzione di raccomandazioni dietetiche specifiche per le donne gravide e in
allattamento.
Gli studi sono stati condotti in gestanti normali e IUGR. Inoltre, sono stati effettuati
esperimenti su ratti e topi in gravidanza per determinare la relazione tra l'assunzione
materna di acidi grassi, la composizione del tessuto adiposo e la disponibilità di acidi
grassi per il feto e le ghiandole mammarie. Il trasferimento placentare di acidi grassi è
studiato somministrando alimenti i cui acidi grassi sono marcati con 13C a gestanti che
intendono sottoporsi a parto cesareo e determinando il contenuto di 13C degli acidi grassi,
nel sangue materno, del cordone e placentare. Un protocollo analogo è seguito in
femmine gravide di ratto usando acidi grassi marcati con 14C e studiando la distribuzione
degli acidi grassi marcati, in differenti momenti, in tessuti specifici, materni e fetali.
Sono stati condotti esperimenti anche per esaminare gli effetti della modificazione del
contenuto lipidico della dieta materna, a differenti fasi di gravidanza o durante la
lattazione, sulla composizione del tessuto adiposo materno e su crescita e sviluppo fetale
e postnatale.
Sono state fornite diete semisintetiche, contenenti il 10% di grassi non vitaminici, come
olio di palma, olio di oliva o olio di pesce, a femmine gravide di suino e ratto, sia durante
la prima metà che nella seconda metà della gravidanza che dal parto allo svezzamento.
Sono stati determinati, a differenti età, la composizione in acidi grassi del plasma e dei
tessuti adiposi, il peso e la dimensione del corpo, parametri di sviluppo fisico e di
prestazione psicomotoria.
In parallelo, sono stati condotti esperimenti sugli effetti della composizione alimentare di
acidi grassi sulla concentrazione nel plasma di ormoni materni e placentari e sugli indici
di stress ossidativo, durante la gravidanza e la lattazione, in gestanti IUGR e non.
Sebbene in via preliminare, i risultati di questo lavoro iniziale dimostrano che gli acidi
grassi forniti con la dieta, durante la gravidanza, influenzano fortemente il profilo degli
acidi grassi nel plasma e nel tessuto adiposo materno e influenzano lo sviluppo fetale e
postnatale.
Inoltre, gli attuali risultati mostrano anche che un eccesso di acidi grassi polinsaturi nella
dieta, durante la gravidanza, aumenta lo stress ossidativo e influenza lo sviluppo
postnatale. Dimostrano anche che il destino degli acidi grassi somministrati oralmente,
dopo il trasferimento placentare, varia in funzione del loro grado di insaturazione. Sarà
necessario completare gli esperimenti e analizzare i risultati prima di esaminare le
esigenze quantitative individuali di acidi grassi e dare raccomandazioni per la
composizione in grassi delle diete a diversi stadi della gravidanza e della lattazione.
Progetto n. QLK1-2001-00138 (PeriLip)
Per maggiori informazioni: Emilio Herrera, Facultad de Ciencias Experimentales y de la
Salud, Universidad San Pablo-CEU, Boadilla del Monte E-28668, Madrid, SPAIN,
http://www.wye.ic.ac.uk/PeriLip


Biotecnologie agroalimentari

In Argentina, ormone umano della crescita ottenuto da mucche clonate
L'Argentina è il primo paese dell'America Latina dove sono già cresciute due generazioni
di mucche clonate che saranno in grado di produrre l'ormone umano della crescita.
Fra cinque mesi, Pampa Mansa II e Pampa Mansa III produrranno latte che sarà lavorato
per preparare medicine. Questa produzione di ormone dovrebbe consentire di ridurre i
costi delle relative medicine. Secondo i responsabili del laboratorio biotecnologico dove
viene condotta la sperimentazione, il latte prodotto da una sola mucca può soddisfare la
domanda dell'intera nazione. In Argentina, mille bambini hanno bisogno attualmente di
terapia ormonale contro il nanismo ipofisario.
Entro due anni, la National Medicine, Food and Medical Technology Administration, l'ente
argentino che ha il compito di regolamentare il settore degli alimenti e delle medicine,
dovrebbe approvare la vendita dei medicinali derivati da tali cloni.
Il progetto "Pharmaceutical Dairy Farm" è stato lanciato cinque anni fa da un gruppo
multidisciplinare che ha già investito circa 4 milioni di dollari su un totale previsto di 6 - 7
milioni di $.
La domanda nazionale di ormone della crescita viene stimata in circa 7 milioni di dollari,
mentre la domanda globale raggiunge 1 miliardo di dollari.
Bio Sidus è la sola compagnia che produce l'ormone dal latte di mucche manipolate
geneticamente. Bio Sidus ha già esportato l'ormone della crescita in Brasile e
recentemente ha vinto un contratto di 8 milioni di dollari con lo Stato di San Paulo.
Il laboratorio ha già clonato 17 mucche e si propone di continuare la pratica e di applicare
i suoi futuristici metodi di produzione per produrre insulina per diabetici e un attivatore di
plasminogeno per coloro che hanno subito un attacco cardiaco.
Fonte: www.biocommedia.it/ ... newsletter

Varietà di mais più resistente al freddo
Presso l'Università dello Stato dello Iowa (USA) è stato scoperto un modo di migliorare la
resistenza al freddo del mais inserendo nel patrimonio genetico un gene del tabacco che
attiva i sistemi naturali della pianta contro le basse temperature.
Kan Wang, professore associato di agronomia e direttore del Center for Plant
Transformation, e i suoi colleghi hanno inserito un gene di tabacco con un attivatore
proteico chiamato NPK1 che regola i sistemi di difesa del mais per stabilizzare e
proteggere le cellule in tempi di stress da calore, freddo o perdita di acqua. Wang spiega
che le piante si adattano naturalmente agli stress ambientali; ad esempio, quando sono
introdotte gradualmente in un ambiente di basse temperature, si acclimatano. Durante il
processo di acclimatazione, vengono stimolati molti geni che proteggono le piante dagli
stress. Il gene del tabacco, inserito nel mais, codifica per una proteina che simula l'effetto
di acclimatazione e attiva le risposte naturali del mais allo stress in modo più rapido che
attraverso l'acclimatazione naturale.
Fonte: www.iastate.edu/ ...

In Spagna la maggiore produzione europea di mais GM
La maggior quantità di alimenti geneticamente modificati europei è prodotta in Spagna.
L'esperienza spagnola può risultare utile per l'Europa e per la Germania in particolare.
L'uso di organismi geneticamente modificati rimane un tema scottante per la maggior
parte dei paesi europei. Il governo socialdemocratico/verde tedesco ha rapporti anche più
difficili con l'industria degli OGM.
L'esperienza spagnola, dove gli OGM sono stati accettati, potrebbe essere indicativa
anche per la Germania.
La produzione europea di alimenti GM si estende su 32.000 ettari.
BT-176 è un mais GM prescelto dai coltivatori spagnoli ed è progettato per resistere a
infestanti e parassiti, compresa la devastante piralide. I bianchi bruchi del lepidottero
rovinano i raccolti della Catalogna e poche varietà convenzionali di mais possono
resistere agli attacchi, mentre il mais BT-176 rimane indenne. I coltivatori spagnoli
sostengono il mais GM che consente loro di utilizzare meno pesticidi, controllare il
parassita e rispettare meglio l'ambiente senza perdere i raccolti.
I maggiori raccolti e la disponibilità degli allevatori a pagare prezzi remunerativi per il
mais GM incoraggiano i coltivatori spagnoli a coltivare mais transgenico. Inoltre, finora, il
governo spagnolo non ha posto alcuna restrizione, anche se movimenti ecologisti si
oppongono fieramente alla diffusione delle colture transgeniche e alcune catene di
distribuzione adottano politiche di "tolleranza zero" nei confronti della contaminazione con
OGM.
Fonte: www.biocommedia.it/ ... newsletter

I geni vegetali di resistenza agli antibiotici: non ci sono rischi per la salute umana
Non esiste base scientifica oggettiva per ritenere che i geni batterici di resistenza agli
antibiotici possano migrare dalle piante ai batteri, creando così nuovi problemi clinici sul
piano generale. Questa è stata la conclusione dell'incontro di lavoro della British Society
for Antimicrobial Chemotherapy che ha esaminato la possibilità che piante geneticamente
modificate contenenti il gene (AR) della resistenza agli antibiotici possano trasferire i loro
geni a batteri.
In una relazione pubblicata sul Journal of Antimicrobial Chemotherapy, il gruppo di lavoro
ha rilevato che la possibilità teorica di trasferimento di nuovi meccanismi genetici non può
essere esclusa, ma che il rischio di trasferimento di geni AR da piante GM a batteri è
remota, e che il rischio che sorge da un simile trasferimento genetico è lieve.
Fonte: www.jac.oupjournals.org

Bietola convenzionale e GM a confronto
Dall'Università inglese di Reading arriva uno studio di Richard Phipps e Richard Bennet
che mette a confronto la bietola convenzionale con quella GM, utilizzando la valutazione
del ciclo di vita dei due prodotti (LCA). Il metodo LCA, che consente la valutazione degli
input, degli output e dei potenziali impatti ambientali di una particolare tecnologia, è stata,
fin qui usata con successo in vari settori e processi industriali e, solo recentemente, in
agricoltura.
L autori hanno applicato la metodologia LCA, seguendo prescrizioni consolidate, per
stimare i carichi ambientali associati alla coltivazione di barbabietola da zucchero, GM
tollerante ad erbicida e convenzionale, nel Regno Unito e in Germania.
Produzione, imballaggio e trasporto degli erbicidi e uso di macchine agricole per le
operazioni in campo entrano nell'analisi delle categorie d'impatto, che comprendono:
quantità di energia impiegata, l'effetto dell'anidride carbonica e altri gas nel riscaldamento
globale, la produzione di sostanze chimiche che potrebbero contribuire alla deplezione
dello strato di ozono, effetti potenziali sulla qualità dell'acqua, e la produzione di biossido
di zolfo, che contribuisce alla produzione delle piogge acide.
Secondo Phipps e Bennet, la LCA dimostra che i sistemi di produzione GM hanno valori
di impatto inferiori rispetto ai sistemi convenzionali. I risultati hanno anche dimostrato che
l'uso di varietà GM di barbabietola da zucchero offre positivi benefici ambientali e per la
salute umana quando si confrontino con i sistemi di produzione convenzionali.
Per maggiori informazioni sullo studio "Comparing Environmental and Health Burdens of
Traditional vs GM Beet": Richard Phipps e Richard Bennet, School of Agriculture, Policy
and Development, The University of Reading, UK, e-mail: r.h.phipps@reading.ac.uk.

Nuova soia GM dal Brasile
Durante la World Soybean Research Conference, l'EMBRAPA, agenzia brasiliana di
ricerca colturale, ha affermato di avere sviluppato una nuova soia geneticamente
modificata per il mercato brasiliano.
Secondo un ricercatore di genetica dell'Agenzia, la nuova soia GM è stata adattata ai vari
tipi di soia brasiliana e, già nei primi test ha mostrato prestazioni molto buone.
Le caratteristiche genetiche della soia GM dell'Embrapa sono molto simili a quelle della
soia Roundup Ready di Monsanto. La nuova soia è resistente agli erbicidi a base di
imidazolinone, attivo verso le piante che non contengono l'enzima geneticamente
modificato, mentre la varietà Monsanto è resistente agli erbicidi a base di glifosato, come
Roundup.
L'agenzia brasiliana ritiene che sia possibile migliorare l'orientamento della pubblica
opinione riguardo la soia geneticamente modificata, offrendo alternative ai semi della
Monsanto. L'imidazolinone è stato approvato per uso commerciale, la nuova soia GM è
ancora in fase di approvazione.
Fonte: The biotech advantage/Reuters

settembre 2005