Ambiente Risorse Salute

Rivista e dossier del Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente - Padova
direttore Domenico Ceravolo
Chi siamo / Home / La rivista /

Presentato a Roma il Rapporto Ministero Ambiente/ITABIA sull'impiego delle materie prime vegetali

Le biomasse fondamentali per ridurre l'effetto serra e interessanti per le prospettive occupazionali

L'Europa è in forte ritardo nella realizzazione dei piani di sviluppo delle biomasse. La denuncia è contenuta nel Rapporto “ Le biomasse per l'energia e l'ambiente ”, realizzato da Itabia (l'Associazione che da 20 anni promuove in Italia questa fonte rinnovabile) per conto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, presentato ufficialmente a Roma il 4 aprile 2005.

“Se diamo uno sguardo a quello che è stato realizzato finora in Europa - si legge nel Rapporto - l'andamento della penetrazione delle biomasse nel mercato energetico lascia molti dubbi sulla capacità del sistema di raggiungere gli obiettivi fissati per il 2010-2012. Da un'analisi svolta recentemente da Aebiom (la Federazione Europea delle Associazioni delle Biomasse) risulta che in Europa, nell'arco di 5-6 anni (1995-2000/2001), è stato raggiunto in media solo il 20% degli obiettivi che avrebbero dovuto essere raggiunti a questa data.

La prevalenza di aziende agricole di piccole e piccolissime dimensioni risulta essere uno dei maggiori limiti allo sviluppo delle biomasse per uso energetico. "La frammentazione fondiaria - si legge infatti nel Rapporto - limita le capacità delle singole aziende agricole di programmare interventi per nuove coltivazioni e di dotarsi delle macchine necessarie alle lavorazioni e alla raccolta dei residui (in Italia più di 1 milione di aziende hanno meno di un ettaro di superficie agricola utile)”.

In genere, il costo di approvvigionamento della materia prima incide per circa il 45 per cento sul costo totale della produzione di energia. Per le colture energetiche dedicate questo costo varia da 30 a 60 euro a tonnellata di sostanza secca e include coltivazione, raccolta, stoccaggio e trasporto. Secondo Itabia la cifra potrebbe essere dimezzata a patto di migliorare le pratiche agronomiche e incrementare la produttività delle colture. “Dall'attuale livello medio di 10-15 tonnellate per ettaro all'anno di sostanza secca si può arrivare a 20-25. Ma è chiaro che un miglioramento di questa portata deve passare dalla riorganizzazione aziendale”.

La situazione sembra penalizzare il settore agricolo nel suo complesso. “Il nostro Paese - prosegue il Rapporto - potrebbe infatti riconvertire nel breve periodo almeno 1 milione di ettari alle “colture energetiche” annuali o poliennali, per la produzione di biomassa da energia. Questo garantirebbe una produzione annua nell'ordine di 10 milioni di tonnellate, equivalente a un potenziale energetico pari a quello di 4 milioni di tonnellate di petrolio (4 Mtep/anno)”.

Un altro apporto consistente potrebbe arrivare da un migliore sfruttamento della risorsa boschiva (il materiale di origine forestale che potrebbe essere destinato esclusivamente a uso energetico è di circa 18 Mm 3 /anno per complessivi 4 Mtep/anno) e dal riutilizzo dei residui agricoli e agroindustriali (potature degli alberi da frutto, paglie dei cereali, steli, foglie e i residui di varie coltivazioni; residui di prima e seconda lavorazione del legno; vinacce, sanse, noccioli e gusci di frutta). Qualcosa già si sta facendo, ma la maggior parte di questi prodotti non è nota né in termini di volumi né, tanto meno, di destinazione. Itabia ha stimato l'apporto potenziale dei residui agricoli effettivamente utilizzabili a scopi energetici in complessivi 7 Mtep/anno. Infine vanno considerati i rifiuti biodegradabili e il loro potenziale impiego come fonte di biogas, con un potenziale stimato di 8 Mtep/anno.

“Sommando i contributi delle diverse fonti - concludono gli esperti di Itabia - la produzione di materia prima di origine biologica in Italia dovrebbe aggirarsi intorno a 23 Mtep/anno. La effettiva disponibilità e possibilità di raccolta e approvvigionamento è naturalmente inferiore; alcune biomasse trovano già altri utilizzi e per molte altre la raccolta e il trasporto risultano difficili e onerosi. La percentuale di effettiva disponibilità varia dal 30 al 70 per cento a seconda del tipo di biomassa e della sua localizzazione. Tuttavia, come ordine di grandezza, si può affermare che almeno il 50 per cento del totale stimato può essere utilizzato per usi energetici”. Il che farebbe risparmiare all'Italia qualcosa come 11-12 milioni di tonnellate di petrolio ogni anno.

“L'impiego energetico delle biomasse di origine animale e vegetale rappresenta per il settore agricolo una straordinaria opportunità - ha aggiunto Alessandro Laurenzi Direttore di Unacoma, l'Unione Nazionale Costruttori Macchine Agricole - perché consente di realizzare quella diversificazione delle produzioni verso filiere non alimentari che gli economisti agrari considerano necessaria per il futuro del settore primario. L'industria italiana della meccanizzazione può contribuire in modo significativo allo sviluppo delle filiere "bioenergetiche", forte di un'esperienza ormai centenaria al servizio delle più diverse esigenze dell'agricoltura e di una capacità produttiva e progettuale che ne hanno ormai da anni consolidato la leadership. L'industria nazionale è infatti seconda al mondo per volume prodotto dopo gli Stati Uniti, e prima per ampiezza di gamma”.

“Va anche sottolineato un aspetto di carattere economico e sociale – sostiene il presidente di Itabia Sanzio Baldini - Secondo uno studio del Ciemat, il Centro di ricerca internazionale per l'energia, l'ambiente e lo sviluppo tecnologico del Ministero della ricerca spagnolo, le biomasse hanno anche il maggiore potenziale di creazione di nuovi posti di lavoro. Una produzione aggiuntiva di 1 TWh all'anno di energia elettrica da biomasse attiverebbe 1.700 posti di lavoro rispetto ai 116 di un TWh di fonte carbone e ai 100 del TWh nucleare."

“Molto lavoro ancora ci attende per raggiungere gli obiettivi fissati nel Libro Bianco sulle Energie Rinnovabili – ha concluso Antonio Lumicisi, responsabile del progetto per il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio – e la promozione di questo Rapporto nasce proprio dall'esigenza di fornire un contributo alla conoscenza di settore. Siamo ancora convinti che, se ben pianificate e concertate, le azioni per uno sviluppo sostenibile delle biomasse in Italia porteranno a risultati molto confortanti”.

(Fonte: Comunicato Itabia )
Per maggiori informazioni contattare: Davide Canevari, tel. 02 29402488 - fax. 02 201567;
e-mail: davidecanevari@nuova-energia.com

Aprile 2005