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Piante per il futuro

Una visione europea per la genomica vegetale e la biotecnologia nell'Europa del 2025


Indice
 
Sommario esecutivo
Rivoluzione ed evoluzione verde
Piattaforma futura
Cap.1
Introduzione
Piantare i semi della moderna civilizzazione
Economia verde
Genomica e biotecnologie vegetali
Cap. 2

Tra prosperità e paradosso
Cibo per pensare
Il rischio di restare indietro
Cos'è in gioco per l'Europa?
Eliminare un costoso paradosso

Cap. 3
Una visione per il 2025
Sfide e tendenze alimentari
Sostenibilità: un mezzo e un fine
Cap. 4

La via da seguire
Priorità strategiche
Principali attività
Struttura gestionale
Guida programmatica e pietre miliari

Riquadri
* Una ricerca ambiziosa in agenda (2005 - 2025)
* Raccogliere i frutti dell'economia biologica
Glossario

Il 24 giugno 2004, il Commissario europeo uscente per la ricerca, Philippe Busquin ha presentato, alla stampa e all'opinione pubblica, il documento “Piante per il futuro”, una visione a lungo termine per le biotecnologie vegetali in Europa fino al 2025.
Il documento presenta tre priorità: produrre alimenti meno costosi, più sani e di migliore qualità; incoraggiare la sostenibilità agricola e ambientale; aumentare la competitività dei settori agricolo, industriale e silvicolo in Europa.
I soggetti interessati e i legislatori sono chiamati a partecipare alla nuova piattaforma tecnologica sulle biotecnologie vegetali, per preparare un programma di ricerca strategica entro la fine dell'anno.
La Piattaforma tecnologica "Piante per il futuro" è un forum su genomica e biotecnologia vegetale avviato dalla Commissione Europea su richiesta del Consiglio Europeo di Bruxelles del marzo 2003. È sostenuto dalla Commissione Europea con un'Azione Specifica nel Sesto Programma Quadro e da importanti enti pubblici e privati. È coordinato da EPSO e da EuropaBio

Gli enti interessati sono università, industrie (miglioramento varietale, sementiere, alimentari, mangimistiche, nuovi prodotti, dettaglianti, ecc.), organizzazioni agricole, forestali, formative, finanziarie, dei consumatori e ambientali.
Presentiamo, di seguito, il documento che costituisce la base per l'elaborazione programmatica e progettuale dell'Unione per i prossimi anni, in questo settore.

Sommario esecutivo

Rivoluzione ed evoluzione verde
Da tempo immemorabile le piante sono state cruciali per la nostra sopravvivenza e prosperità. Dalla prima “rivoluzione verde” mondiale, l'invenzione dell'agricoltura, nel Medio Oriente, all'attuale impresa agricola ipertecnologica, le piante sono state al centro della nostra alimentazione, economia, e di molto altro.
Le piante non servono solo all'alimentazione, nostra e degli animali, ma ne traiamo anche indumenti, carta, colori, oli, medicine e plastiche biodegradabili, fra le altre cose. Si sa che il denaro non cresce sugli alberi, ma le piante rappresentano una gran parte della nostra prosperità economica. L'industria agroalimentare in Europa rappresenta un giro di affari annuale di 600 miliardi di euro ed utilizza un quinto delle terre dell'Unione. Si tratta del terzo maggior datore di lavoro del continente, con 2,6 milioni di occupati, esclusi gli agricoltori, principalmente in piccole e medie imprese (PMI). L'industria alimentare e delle bevande europea trasforma più del 70% delle materie prime agricole prodotte in UE ed esporta più di 45 miliardi di euro. Le foreste e le industrie collegate impiegano più di 3,5 milioni di europei e contribuiscono con più di 200 miliardi di euro all'economia UE. Questi dati riguardano 15 Stati Membri essendo relativi a prima del maggio 2004.

Una lunga strada è stata percorsa da quando, nel 19° secolo, un monaco agostiniano, Gregorio Mendel, ha trovato in alcune piante che tratti biologici passavano da una generazione alla successiva mediante “fattori” separati. Ora conosciuti come “geni” essi formano la base dello studio scientifico della genetica su cui si fonda una parte crescente della scienza, medicina e tecnologia moderne. A metà del secolo, da quando è stata scoperta la struttura a doppia elica del DNA (“regina delle molecole” e componente elementare dei geni che trasmette l'informazione genetica, o ereditaria, dai genitori ai loro discendenti), la nostra comprensione delle scienze biologiche è progredita a passi da gigante. Gli scienziati hanno già accuratamente mappato l'intero menoma umano, i miliardi di sequenze di DNA che costituiscono la struttura del nostro corpo. Sebbene l'esatta funzione di molti di questi filamenti non sia ancora conosciuta, la nostra crescente conoscenza dei meccanismi molecolari degli organismi produrrà, in futuro, grandi ritorni sanitari. Genomica e biotecnologie portano grandi promesse di rivelare trattamenti efficaci per i problemi sanitari.
L'indagine scientifica del genoma non si è limitata all'uomo, ma ha riguardato molte altre specie animali e vegetali. Benché il centro della ricerca sia stato indirizzato al genoma umano, un maggiore investimento nella ricerca sul genoma vegetale procurerà vantaggi potenzialmente molto elevati. L'UE è stata a lungo pioniera in questo settore. L'Europa, ad esempio, è stata un membro principale del team internazionale che ha disegnato la prima sequenza genetica completa di una pianta, quella di Arabidopsis (un genere della famiglia delle crocifere). L'estendersi delle nostre conoscenze sulla costruzione genetica delle piante potrebbe cambiare in modo straordinario il nostro approccio all'agricoltura. La genetica continuerà a preparare la strada per aumentare i raccolti agricoli, diminuire la nostra dipendenza dai fertilizzanti, rendere le colture più resistenti alle malattie, e quant'altro. Inoltre, siamo ora consapevoli che stiamo traendo vantaggio solo da una piccola frazione della diversità genetica naturale. Ci sono enormi opportunità di impiegare le piante in modo molto più efficace per rispondere alle sfide e alle richieste della società europea, in modo sostenibile e rispettoso dell'ambiente. L'Europa possiede una diversità climatica e geografica eccezionale, una straordinaria ricchezza di specie di piante coltivate e selvatiche, e una lunga esperienza nella riproduzione delle piante. L'Europa dovrebbe costruire sull'eccellenza raggiunta in quest'area, promovendo nuove iniziative per sfruttare al massimo questa vitale risorsa naturale. Oli combustibili vegetali, lubrificanti, fibre e polimeri vegetali che, diversamente dalle plastiche sintetiche, possono essere degradati rapidamente da processi naturali, potrebbero aiutare ad abbattere l'inquinamento.
Tuttavia, gli sforzi di ricerca e sviluppo (R&S) europei sono stati finora frammentari e hanno sofferto della mancanza di una visione strategica coerente. I programmi di ricerca regionali, nazionali ed europei, nonché le partnership di R&S pubblico - private, non hanno fornito abbastanza applicazioni o spin-off di successo. L'ambizione dell'UE è costruire l'economia fondata sulle conoscenze più competitiva del mondo. Un importante sbocco per questa conoscenza di avanguardia dovrebbe essere ciò che può essere chiamata “economia biologica" ( bio-based ). Data l'importanza del settore, le conseguenze, per l'Europa, della mancanza di iniziativa potrebbero essere enormi. È necessario portare urgentemente l'agricoltura, le attività forestali e l'industria alimentare europee su un piano più competitivo, fondato scientificamente ed eticamente su una solida base scientifica e tecnica, e rafforzare la sua capacità di garantire la sicurezza globale alimentare e di creare nuovi bio-prodotti.
La competitività futura dell'agricoltura e delle industrie alimentari europee dipenderà dalla genomica e dalle biotecnologie vegetali e dalla loro applicazione intelligente. Queste aree sono in fase di rapido sviluppo nel mondo, e l'Europa rischia di perdere il primato competitivo, che un tempo possedeva, con il passaggio del trofeo dell'innovazione agli Stati Uniti. Anche in Canada, Asia, India e Sud Africa gli investimenti nelle biotecnologie vegetali stanno anche accelerando rapidamente, in quanto questi paesi cercano di risolvere i loro problemi di sicurezza alimentare e di conquistare porzioni maggiori negli scambi agricoli. Per contro, la posizione europea sta declinando come conseguenza dell'inerzia politica causata dal dibattito, sempre più polarizzato e infuocato, tra i contrari e i favorevoli, con un'opinione pubblica scettica e confusa, presa tra due fuochi.
Se l'Europa non vuole rimanere dietro ai suoi principali competitori mondiali in quest'area d'innovazione e di futura prosperità, è necessario affrontare le legittime preoccupazioni sia degli avversari che dei sostenitori. Ad esempio, le valutazioni di rischio condotte negli anni recenti non hanno rivelato effetti negativi sulla salute derivanti da colture geneticamente modificate (GM). È necessario un approccio più olistico. Usate come parte di un più ampio sistema, le moderne biotecnologie possono essere un ulteriore aiuto al nostro attuale sistema agricolo; anche se la loro scorretta applicazione potrebbe potenzialmente avere qualche effetto negativo per l'uomo e l'ambiente. L'Europa dovrebbe procedere responsabilmente allo sviluppo delle biotecnologie minimizzando, nel contempo, ogni effetto avverso.
Il futuro è naturalmente incerto. Genomica e biotecnologie vegetali non sono una bacchetta magica che allontanerà tutti i nostri problemi e nemmeno provocherà rovina e distruzione. Per apprezzare pienamente i potenziali benefici e le insidie, e per pianificare in direzione sicura in questo campo, è necessario un percorso sostenuto a livello pubblico. Questa è il proposito sottostante la creazione della piattaforma "Piante per il futuro – cogliere il potenziale delle tecnologie vegetali". Ci saranno indubbiamente successi e ostacoli, ma i potenziali guadagni per la nostra salute e prosperità sono troppo grandi perché ci sia consentito di stare a guardare.

Piattaforma futura
"Piante per il futuro" vuol mettere insieme tutti gli operatori interessati: ricercatori, politici, gruppi ambientalisti e di consumatori, industriali e agricoltori. Questi partner collaboreranno in modo pragmatico e non dogmatico per raggiungere un consenso su comuni priorità ed elaboreranno un piano d'azione per realizzarle.

Questo sarà un compito arduo ma i vantaggi di condividere ed agire sulla base di una visione comune potrebbero essere enormi: un'economia biologica europea competitiva, indipendente e sostenibile che si rivolgerà alle esigenze e alle scelte specifiche dei consumatori europei non solo riguardanti l'agricoltura e l'alimentazione, ma con applicazioni in molti settori, anche alla produzione farmaceutica, chimica ed energetica derivata dalle piante.
Gli scopi di questa piattaforma dovrebbero essere indicare le vie per:

La piattaforma propone che tali scopi siano raggiunti mediante:

Introduzione

Piantare i semi della moderna civilizzazione
Le piante costituiscono la base di quasi tutta la vita sulla Terra, come organismi viventi, esse stesse, o come cibo per gli animali. Catturando l'energia solare, a differenza degli animali, esse effettivamente aumentano la riserva netta di energia della Terra. Lo straordinario processo di fotosintesi che converte l'anidride carbonica atmosferica, il principale “gas serra”, in carboidrati mediante un processo ad energia solare, produce la biomassa necessaria a quasi tutti gli organismi viventi.
Quando, circa dieci mila anni fa, nel Medio Oriente, i primi popoli cominciarono a coltivare le piante modificarono profondamente il loro modo di vivere. Con la nascita dell'agricoltura, l'umanità si allontanò dalla vita alla giornata del cacciatore-raccoglitore ed imparò a conservare il cibo per i momenti di scarsità. Non dovendo più cacciare il proprio cibo, le popolazioni poterono abbandonare la vita nomade e stabilirsi in comunità residenziali, gettando i semi della moderna civilizzazione.

Oggi, le piante sono usate non solo come alimenti per l'uomo e mangime per gli animali ma anche come materie prime industriali. Esse costituiscono anche preziose fonti di vitamine, antiossidanti, oli, fibre e carboidrati. Forniscono gl'ingredienti per la maggior parte delle medicine e sono una grande risorsa tradizionale di energia. Anche il petrolio che sostiene la società moderna è di origine vegetale, mentre i moderni bio-combustibili promettono di ridurre l'inquinamento causato dai combustibili fossili.
L'espansione demografica e l'elevazione degli standard di vita non stanno, soltanto, forzando la produzione alimentare del mondo, ma hanno portato all'uso crescente delle risorse non rinnovabili e dei materiali sintetici, tipo le plastiche (originate dal petrolio). Ciò significa che sempre maggiori quantità di gas serra, come l'anidride carbonica, sono immesse nell'atmosfera, contribuendo così ai cambiamenti climatici. Ciò significa altresì che il mondo sta producendo rifiuti più rapidamente di quanto la Terra sia in grado di degradarli. Le preoccupazioni ambientali e le disponibilità limitate di combustibili fossili stanno rendendo i biomateriali, che possono essere degradati facilmente dai sistemi naturali, e i biocombustibili alternative attraenti.

Genomica e biotecnologie vegetali
Genomica e biotecnologie sono gli strumenti moderni per la comprensione del mondo vegetale, ai vari livelli biologico e ambientale, nonché per migliorare le classiche tecniche di coltivazione. È emerso un gruppo di nuove tecnologie che permette, ora, ai ricercatori di identificare i fattori genetici del miglioramento delle colture, e precisamente i geni che contribuiscono alla migliore produttività e qualità delle moderne varietà colturali.
La tanto dibattuta modificazione genetica di piante (GM) è una delle biotecnologie usate, a seconda delle specifiche difficoltà da affrontare, ma non dovremmo commettere l'errore fondamentale di identificare le biotecnologie agricole e vegetali solo con GM. La modificazione genetica delle piante non è la sola tecnologia nel cassetto delle moderne biotecnologie vegetali.
L'applicazione di queste tecnologie migliorerà sostanzialmente la riproduzione delle piante, la coltivazione e la lavorazione degli alimenti. In particolare, le nuove tecnologie aumenteranno la nostra capacità di migliorare ancora le colture e, non solo renderle più tracciabili, ma anche rendere possibile l'esistenza contigua di differenti varietà (noto come coesistenza di colture), aumentando la libertà di scelta del consumatore tra alimenti convenzionali, biologici e GM. Trarre vantaggio dalla diversità genetica delle piante non solo darà ai consumatori una più ampia scelta di alimenti, ma espanderà la gamma dei prodotti derivati, compresi nuovi prodotti farmaceutici, plastiche biodegradabili, bioenergia, carta e altro.
Genomica e biotecnologie vegetali potrebbero potenzialmente trasformare l'agricoltura in un'impresa basata sulla conoscenza. Questo potrebbe rafforzare la sostenibilità e la redditività del settore, riducendo l'incertezza e la dipendenza degli agricoltori dalle variabili condizioni ecologiche e climatiche. I critici temono che la modifica della costituzione genetica di alcune piante possa determinare la possibile emergenza di certe complicazioni come “supersemi” o di alimenti tossici. Sebbene l'indagine scientifica in campi nuovi non sia mai priva di rischi, con la dovuta precauzione e diligenza scientifica, con un monitoraggio costante e attento e con rigorose regolamentazioni possono essere prevenuti sviluppi negativi.
Una forte base scientifica e industriale europea, in questo importante settore, consentirà all'Europa di affrontare un certo numero di sfide socio-economiche.

*Assicurare rifornimenti alimentari sani e sicuri
Il miglioramento degli standard di vita, in particolare nei paesi sviluppati, e una crescente popolazione mondiale stanno rapidamente innalzando la domanda globale di alimenti di alta qualità e sicuri. La scarsità alimentare e la fame sono, attualmente, fenomeni localizzati e possono essere affrontati migliorando la distribuzione dei prodotti alimentari del mondo. Tuttavia, con l'aumento dai sei miliardi di abitanti attuali del globo a nove miliardi nel prossimo mezzo secolo, non ci saranno, solo, più bocche da sfamare ma ci sarà meno terra arabile con cui produrre gli alimenti. Ciò significa che la distribuzione dovrà divenire più equa e che l'agricoltura dovrà divenire sia più produttiva che più diversificata. Inoltre, per rispondere alle aspettative dei consumatori, la qualità delle piante deve essere migliorata e aumentato il loro valore nutrizionale.

*Agricoltura sostenibile
Noi abbiamo urgenza di rendere l'odierna agricoltura, chimico - intensiva, più sostenibile mantenendone la produttività. Infatti, abbiamo bisogno di aumentare i raccolti e, nello stesso tempo, ridurre o ottimizzare la quantità di combustibili, fertilizzanti, pesticidi e acqua impiegata nei processi. Le doppie sfide dei mutamenti climatici globali e delle maggiori instabilità climatiche stagionali stanno mettendo a dura prova la capacità agricola mondiale, particolarmente in quanto più terre marginali vengono coltivate.

*Terre verdi e amene
I rifiuti agricoli possono essere ridotti al minimo attraverso l'uso efficiente dei rifiuti biologici per produrre bio-materiali e bio-energia. Con l'esaurirsi delle nostre disponibilità di combustibili fossili e l'aumento del loro impatto ambientale, dovremo sostituirli con fonti di combustibili rinnovabili e compatibili con l'ambiente. Inoltre, la gestione efficiente delle terre diverrà sempre più necessaria per assicurare la diversità della produzione agricola, la protezione dell'ambiente e la conservazione delle risorse naturali e della biodiversità.

*Competitività e scelta del consumatore
Una posizione competitiva globale per l'UE in agricoltura, biotecnologia e produzione agricola avvantaggerà l'occupazione e lo sviluppo economico in tutta l'Unione. Lo sviluppo di nuove tecnologie e di nuovi prodotti agricoli può aiutare l'ambiente ed avere un impatto positivo sullo sviluppo rurale. Inoltre, esso dovrebbe assicurare un solido, autonomo e sostenibile rifornimento alimentare europeo offrendo ai consumatori una vasta scelta di cibi salubri e diversificati.

Tra prosperità e paradosso

L'Europa è stata all'avanguardia nella R&S sulla genomica e le biotecnologie vegetali. Tuttavia la sua posizione guida si sta a causa delle preoccupazioni pubbliche sull'impatto ambientale e sanitario di queste nuove tecnologie. Questa controversia politica e l'inerzia regolamentare minacciano la capacità dell'UE di raccogliere i profitti di questa ricerca e mette l'Unione a rischio di trovarsi ancora dietro i suoi principali competitori globali, in particolare gli USA e il Giappone. L'Europa è a rischio di creare un altro “paradosso europeo”, come è avvenuto con i semiconduttori e le tecnologie informatiche, nel quale è incapace di trarre profitto di una eccellente base di scienza e tecnologia portando sul mercato prodotti innovativi.

Nuove scienze e tecnologie emergenti presentano sempre un certo numero di incertezze scientifiche e morali. Né scettici né sostenitori possono essere assolutamente certi su quale sarà, nel lungo termine, l'impatto biologico e ambientale delle modificazioni genetiche. Tuttavia più di quindici anni di monitoraggio rigoroso e di verifiche non hanno rivelato effetti negativi per l'ambiente o la salute umana. Nondimeno, ci sono molti europei che rimangono scettici sui benefici che le modificazioni genetiche possono esprimere o che, per percepibili ragioni di qualità, preferiscono alimenti convenzionali o biologici. Essi hanno un diritto indiscutibile di avere accesso agli alimenti che desiderano consumare. Ciò significa che l'UE deve assicurare che le colture GM, quelle convenzionali e quelle biologiche possano crescere l'una accanto all'altra usando un approccio bilanciato che non ostacola né favorisce alcuna di esse.

I dilemmi etici sono più difficili da afferrare e risolvere. A domande su quanto lontano si possa e si debba andare nel riconfigurare l'ordine naturale, che alcuni possono chiamare “manomissione” e altri “sfruttamento" del pool genetico della natura, non è nemmeno facile rispondere. Opinioni su che cosa è o non è accettabile moralmente variano ampiamente e ci sono aree grigie dove pochi vorrebbero offrire un sicuro e rapido giudizio. Infatti, le indagini dell'UE mostrano che molti europei sosterrebbero il cauto sviluppo di questi settori potenzialmente benefici. Studi etici hanno anche enfatizzato “l'imperativo morale” di rendere queste tecnologie disponibili per i paesi in via di sviluppo che ne sono interessati.

Gli Europei non dovrebbero perdere di vista gli enormi vantaggi sociali, economici e ambientali di questo settore avanzato. Con la predisposizione di appropriate regolamentazioni e controlli scientifici, l'UE può trarre il massimo beneficio da queste nuove tecnologie evitando nel contempo le potenziali insidie ambientali ed etiche. Ciò può essere realizzato solo attraverso un più maturo ed equilibrato dibattito pubblico che pesi tutti i pro e i contro per aiutare ad elaborare un progressivo percorso ottimale.

Cibo per pensare
Gli ultimi tre decenni hanno visto radicali cambiamenti nella nostra dieta in quanto i consumatori hanno goduto di una varietà senza precedenti di alimenti di alta qualità, poco costosi sia locali che importati, per tutto l'anno. In termini di scienza vegetale, molti di questi miglioramenti sono frutto di miglioramenti genetici sviluppati tra gli anni '50 e '70. Come mezzo per costruire questa base scientifica e tecnologica, sia a livello europeo che nazionale, la Commissione Europea ha finanziato la R&S in genomica e biotecnologie vegetali sulla base di successivi programmi di ricerca sin dal 1982.
Il precoce riconoscimento, da parte dell'UE, della necessità di investire nella genetica e biotecnologie vegetali e il finanziamento di agenzie nazionali ha portato alla creazione di Centri di Eccellenza in università e istituti di ricerca, e allo sviluppo di nuove piattaforme di tecnologie e ricerca avanzata da parte della comunità di ricerca europea. L'Unione èn sede di numerose PMI pionieristiche, tipo Plant Genetics Systems (PGS), e Keygene . Compagnie più recenti, come AgroGene , CropDesign , Meristem , Biogemma e Metanomics , continuano questa tradizione innovativa, benché ad un ritmo più lento che negli USA.
Compagnie europee, come Bayer , BASF e Syngenta , che sono fra le sei maggiori imprese dell' agribusiness sul piano mondiale, hanno impegnato significativi finanziamenti per ricerche strategiche in genomica e biotecnologie colturali. Esse hanno anche sviluppato, sia da sole che in cooperazione, tecnologie chiave per particolari colture e metodologie. Il settore sementiero europeo conta alcuni fra i maggiori operatori che comprendono Limagrain , Advanta , KWS e DLF-Trifolium . L'Europa ospita due delle quattro più grandi imprese alimentari globali. Unilever e Nestlè hanno grande abilità ed esperienza di sviluppo prodotti in un vasto insieme di colture e prodotti. Hanno anche una tradizione di ricerca nelle scienze vegetali e hanno seguito l'evoluzione della genomica e delle biotecnologie vegetali.

Il rischio di restare indietro
Negli ultimi anni, gli investimenti europei in genomica e biotecnologie vegetali sono in fase di stallo. Ciò si deve, in parte, ad un quadro politico e regolamentare più restrittivo rispetto a quello dei principali competitori in USA, Giappone e Cina. Le PMI biotecnologiche europee si stanno orientando progressivamente verso clienti non europei, mentre aziende di tutte le dimensioni stanno ricollocando le loro attività di ricerca e investimento nei tre paesi suddetti, ed anche in India e Argentina. Questi paesi hanno una strategia di lungo termine per sfruttare il potenziale della genomica vegetale e rafforzare la loro posizione nei mercati collegati. Gli Usa e il Giappone, in particolare, stanno sviluppando politiche di prospettiva per costruirsi posizioni guida nell'emergente mercato dei biomateriali e delle bio-energie. L'Europa rischia di perdere i suoi investimenti in genomica e biotecnologie vegetali in quanto lo sfruttamento della sua base scientifica e tecnologica viene sempre più realizzato fuori dell'UE.

L'enorme potenziale della diversità genetica del mondo vegetale può essere dischiuso soltanto attraverso elevati investimenti nella ricerca. Mentre le aziende biotecnologiche statunitensi spendono 650 milioni di euro all'anno in R&S, le loro controparti europee investono soltanto 400 milioni di euro. Nell'ultimo anno, il governo americano ha lanciato un National Plant Genome Iniziative con un budget totale di 1,1 miliardi di euro per il periodo 2003 - 2008. Il sostegno dell'UE a 15 viene stimato in circa 80 milioni di euro all'anno. Inoltre, la rigorosa regolamentazione europea su salute e sicurezza ha spostato la resistenza popolare dalle preoccupazioni per la salute al potenziale impatto ambientale del rilascio e uso di colture GM. Nel contempo, l'uso globale di queste piante è in aumento, con il 99,5% coltivato fuori dell'UE.

Cos'è in gioco per l'Europa?
L'industria, i consumatori e gli agricoltori europei saranno tutti colpiti dall'emergere di una lacuna di innovazione in genomica e biotecnologie vegetali tra l'UE e i suoi principali competitori globali. Come ha dimostrato un recente studio, l'impatto sulla base scientifica e tecnologica europea, è già considerevole: il 27% dei progetti di ricerca europei in quest'area si sono interrotti negli ultimi anni e, per l'industria, la percentuale ha raggiunto ben il 65%. Sarà presto consentita l'entrata di nuovi prodotti derivati da GM nel mercato europeo. Ulteriori sviluppi di mercato dipenderanno dalla disponibilità di dettaglianti e consumatori a considerare i potenziali benefici, in termini di prezzo e di migliore qualità, come compenso degli ipotetici rischi. Ciò, a sua volta, influenzerà più di 15 milioni di aziende agricole europee, nei 25 Stati dell'UE, e l'industria alimentare europea, in particolare il grande numero di PMI che rappresentano la metà della produzione industriale e i tre quinti dei suoi lavoratori.
In uno scenario in cui la produzione agricola europea è meno competitiva tecnologicamente, gli agricoltori europei, probabilmente, scopriranno che il restringimento della loro fetta dei mercati convenzionali e GM non sarà compensato dalla crescita di nicchie alternative, come il mercato dei cibi biologici. L'accanita competizione globale sui prezzi può anche portare allo spostamento dai prodotti europei verso i prodotti importati che possono essere meno variati. Benché le importazioni possano essere, e sono, benefiche, ciò può limitare la possibilità di scelta, del consumatore dell'Unione, in termini di stile di vita e di salute. Ciò potrebbe portare a pressioni per maggiori sussidi agricoli europei, sebbene l'Unione stia tentando di diminuire tali aiuti, conformemente agli obblighi che le derivano dagli accordi commerciali mondiali.
Sono in gioco il deterioramento della base scientifica dell'UE, la perdita di mercati per i prodotti agricoli europei e una crescente dipendenza dalle importazioni di alimenti e mangimi. Può diminuire la capacità dell'Europa di rispondere alle sfide politiche dell'agricoltura sostenibile e della sicurezza dei rifornimenti alimentari globali. Questo potrebbe restringere gravemente anche la capacità industriale europea di contribuire alle innovazioni agricole non alimentari e alla economia biologica. Da vent'anni, i consumatori europei rischiano di avere una scelta di acquisto limitata ai prodotti locali a prezzi elevati e ai prodotti importati a prezzi economici. Benché le importazioni siano essenziali all'efficienza economica, una leale competizione e la scelta del consumatore, consentendo alle importazioni agricole di crescere oltre un certo livello possono rendere l'Europa vulnerabile o, quanto meno, dipendente da produzioni nelle quali la tecnologia utilizzata riflette priorità culturali, scientifiche e di stile di vita molte diverse. Ci si chiede se l'Europa favorirà lo sviluppo prudente di genomica e biotecnologie vegetali, all'interno dell'UE, per riflettere gli elevati standard dell'Unione nella progettazione di nuovi prodotti.

Eliminare un costoso paradosso
L'Europa non può permettersi di perdere i benefici offerti da genomica e biotecnologie vegetali. Le giustificate preoccupazioni ambientali e sanitarie devono essere bilanciate da rischi tollerabili, promettenti effetti economici e dall'impiego delle nuove tecnologie per aiutare a rispondere alle principali sfide sociali e ambientali. Una piattaforma tecnologica, come quella proposta in questo documento, può aiutare a perfezionare il quadro politico e regolamentare della R&S per dirigere la maggior parte di queste nuove tecnologie verso la prosperità e il benessere dei cittadini, dell'economia e dell'ambiente europei. Ciò richiede azioni concertate da parte di tutti gli interessati, a partire da ricercatori, agricoltori, industriali, consumatori, politici e organismi regolamentari.

Un dialogo pubblico aperto, franco ed equilibrato su un tema così sensibile non sarà un compito facile. Ma il compenso per la partecipazione e l'azione sulla base di una comune visione può essere enorme. Gli europei debbono a se stessi e alle future generazioni la fondazione di una solida base scientifica ed etica per lo sviluppo in questo stimolanti campo.

Una visione per il 2025

Sfide e tendenze alimentari
L'Europa, come altri paesi sviluppati, sta affrontando le sfide legate al cambiamento dello stile di vita e all'invecchiamento della popolazione. Il miglioramento degli standard di vita e l'abbondanza alimentare hanno fatto salire obesità e malattie cuore nella lista delle cause evitabili di morte nel mondo industrializzato. Poiché gli europei continuano a godere di lunga e confortevole vita, l'importanza della qualità e sicurezza alimentare aumenterà enormemente nei prossimi due decenni. L'accesso ad una ampia varietà di alimenti di alta qualità, salutari e disponibili, aiuterà ad assicurare questo risultato. Inoltre, la produzione di cibi sicuri non riguarda solo la salute dell'uomo ma deve considerare la salute del bestiame e di altri animali, come recenti paure hanno così chiaramente illustrato.

*Il mutamento degli stili di vita
I miglioramenti nella scienza medica e nella cura della salute hanno significato che le popolazioni, in Europa e in altri paesi sviluppati, vivono più a lungo e più sane. Questi progressi hanno anche significato che la scelta degli stili di vita stanno giocando un ruolo decisivo sempre più nel nostro benessere. Mentre il problema scottante del fumo viene gradualmente messo sotto controllo, diete sbagliate sono sempre più diffuse in Europa e in altri paesi ricchi. La necessità di far crescere il valore nutrizionale dei prodotti alimentari e d'incoraggiare scelte di diete sane è un'importante componente nella riduzione delle malattie cardiache, del cancro e dell'obesità, che stanno divenendo le cause più rilevanti di morti evitabili nei paesi sviluppati.

*Società che invecchiano
Il rallentamento degli indici di natalità e l'aspettativa di vita più lunga in Europa, Giappone e Stati Uniti hanno portato ad un rapido invecchiamento delle popolazioni, tanto che se continua la presente tendenza, per il 2025 potranno esserci più persone di età superiore ai 60 anni che bambini. Fra i cittadini di questi stessi paesi, si diffonde rapidamente anche una consapevolezza dei problemi sanitari connessi alle abitudini alimentari. Infatti, più la popolazione invecchia, più importante diviene una dieta bilanciata e sana. Il corretto equilibrio alimentare può ridurre il rischio di patire attacchi cardiaci, apoplettici ed anche di cancro. Le industrie agricole e alimentari hanno una straordinaria opportunità di contribuire a risolvere questi problemi migliorando le proprietà di promozione della salute di colture e prodotti alimentari derivati.

·* Problemi demografici globali
Oggi, nel mondo, si contano circa sei miliardi di abitanti. Nonostante il rallentamento degli indici d crescita demografica, la popolazione globale cresce di circa 80 milioni all'anno, quanto l'intera popolazione della Germania, e, secondo le proiezioni, dell'ONU raggiungerà i nove miliardi per il 2050. Circa il 95% di tale aumento avverrà nei paesi in via di sviluppo e non in Europa. Per poter nutrire tutti questi futuri abitanti, devono essere sviluppati nuovi e sostenibili modi di produrre alimenti e mangimi di alta qualità. Inoltre, il mondo esige una maggiore produzione alimentare, ma, altrettanto importante, la comunità internazionale richiede lo sviluppo di meccanismi politici per garantire che gli alimenti raggiungano chi ne ha bisogno.

Nei paesi in via di sviluppo, gli elevati ritmi di crescita economica hanno elevato, in modo significativo, gli standard di vita esistenti. Il più spettacolare cambiamento è avvenuto nel Sud-Est asiatico e, specificamente, in Cina. Tuttavia, anche le società in Europa e nel Nord America stanno diventando più ricche, sebbene ad un ritmo più lento. Con un maggior numero di persone più ricche e più vecchie da mantenere, come mai prima, la domanda di alimenti di alta qualità e variati crescerà vertiginosamente, nei prossimi anni.

Sostenibilità: un mezzo ed un fine

C'è un limite a quanto il nostro pianeta può sopportare. Per garantire il nostro benessere, e quello delle generazioni future, dobbiamo essere certi di vivere in modo sostenibile. Ciò significa che la sostenibilità è sia un mezzo per assicurare la nostra prosperità sia un obiettivo costante da realizzare nel futuro.
L'Europa deve aumentare la sostenibilità dei suoi settori agricolo e forestale. Deve anche sviluppare risorse rinnovabili vegetali per migliorare la prestazione ambientale dell'industria e dei trasporti. I biomateriali e la bioenergia ridurranno, insieme a celle a combustibile, energia eolica e solare, la nostra dipendenza dai combustibili fossili inquinanti.

* Questioni ambientali
Negli anni recenti, i cittadini europei dono divenuti più consapevoli del loro ambiente e mostrano una crescente preoccupazione per la campagna e la sua biodiversità. I cittadini europei stanno divenendo più franchi nella richiesta di azioni per proteggere l'ambiente, conservare la biodiversità e le risorse naturali, specialmente suolo e acqua.

L'Europa ha una campagna varia, specialmente se confrontata con le vaste regioni agricole dell'America dove centinaia, anche migliaia, di chilometri quadrati di terre coltivabili potrebbero essere adibiti ad una sola coltura. Secoli di gestione locale dell'agricoltura, dei boschi e delle foreste hanno portato ad una grande varietà regionale in tutta Europa.
Negli ultimi due secoli, l'industrializzazione ha portato alla crescita, in molti Stati Membri, di grandi città dove la maggioranza dei cittadini attualmente vive e lavora. Tuttavia, ciò non ha ridotto l'importanza delle aree rurali. Inoltre, nella produzione alimentare, la campagna forma una componente essenziale del patrimonio culturale europeo.

Come sono cambiate le pratiche agricole, così è cambiata la campagna e la biodiversità che essa sostiene. La produttività dei terreni europei è aumentata in modo straordinario negli ultimi 50 anni. Tuttavia, le moderne tecniche agricole, insieme all'urbanizzazione, hanno minato la biodiversità rurale. Il riscaldamento globale sta causando un cambiamento nella distribuzione degli agenti patogeni e dei parassiti delle piante. Ciò porterà a nuove sfide nello sviluppo di piante che siano resistenti a malattie, a parassiti e sistemi climatici più variabili. È importante anche trovare il corretto equilibrio nella gestione delle terre, sia in termini di varietà delle piante che di modalità di coltivazione.

*Processi industriali sostenibili
In Europa, lo sviluppo, l'affermazione e l'incremento della produzione industriale negli ultimi due secoli si sono tradotti in un certo numero di problematiche ambientali. Queste comprendono il mutamento climatico che è potenzialmente acuito dall'aumento delle emissioni di gas serra. La qualità dell'aria che respiriamo, dell'acqua che beviamo e dei suoli che coltiviamo è tutta, direttamente o indirettamente, influenzata dai processi industriali e dai loro sottoprodotti.
La produzione di bioenergia, biocombustibili e nuovi biomateriali non è ancora diffusa ma essa offre grandi opportunità di andare verso una economica biologica sostenibile. Essa può anche aiutare a lanciare lo sviluppo rurale, consentendo alle comunità locali di partecipare alla catena di produzione di valore.

* Futuro energetico
Si prevede che, nei primi due decenni del 21° secolo, il consumo mondiale di energia aumenti di più del 50%. Si prevede che la quota maggiore di questa crescita avvenga nei paesi in via di sviluppo, specialmente in Asia e in America centrale e meriidonale, dove la domanda energetica potrebbe aumentare ad un ritmo di circa il 4% all'anno. Un gran numero di proiezioni indipendenti prevedono che questo maggiore impiego energetico porterà ad un grave riscaldamento globale.
Benché l'Europa ponga maggiore enfasi su altre fonti energetiche sostenibili, in linea generale, le piante possono contribuire in due modi a risolvere il problema energetico. Da una parte, la diretta combustione di piante si traduce in un guadagno netto di cinque volte in termini di rapporto input/output. Tuttavia, la conversione delle piante in biocombustibili liquidi, attualmente, si traduce in una perdita di energia. Il miglioramento delle piante mediante la creazione di processi di conversione meno dispendiosi in energia rappresenta un'utile linea di attacco per la ricerca futura. Nonostante le sfide che ci stanno di fronte, lo sviluppo di biocombustibili più efficienti è un'utile ricerca poiché le piante non hanno impatto sul bilancio dell'anidride carbonica. Quanto l'Europa possa dipendere dai biocombustibili, per soddisfare le proprie esigenze energetiche, dipenderà da quanto potrà avanzare la tecnologia per produrle e dalla quantità di terre lasciate disponibili da altre funzioni di maggiore priorità.

* Perdita di terre
Le terre agricole del mondo si stanno degradando. Infatti, i terreni arabili stanno perdendo la loro fertilità a causa della salinità, della desertificazione, nonché dall'erosione dei suoli e dell'esaurimento dei nutrienti. Il mantenimento di proprietà comuni, compresi pascoli, riserve di pesca, risorse genetiche e forestali, è sotto una pressione crescente a causa della pressione della crescita demografica. La rapida urbanizzazione e la necessità di produrre più alimenti significa che le grandi aree di foreste naturali saranno deforestate, conducendo a maggiore erosione e inondazioni dei suoli. Soddisfare la crescente domanda alimentare e di prodotti derivati dai vegetali diverrà ancora più impegnativo in quanto è accompagnato da una diminuzione dei terreni arabili globali.

*Politica di ricerca competitiva
Il patrimonio scientifico e culturale dell'Europa fornisce un'opportunità unica per la leadership economica globale nell'emergente economia di conoscenza. La diversità scientifica e culturale dell'UE le fornirà un vantaggio chiave sui suoi competitori globali. Benché l'agricoltura abbia un'immagine rustica e d'altri tempi, si sta trasformando rapidamente in uno dei settori a più alta tecnologia dell'economia. È proprio qui che la diversità europea fornisce un vantaggio competitivo.
C'è un alto grado di varietà agro-ecologica regionale nell'UE. Ci sono anche grandi differenze nel sistema economico del settore agricolo, dal grado di automazione aziendale all'importanza delle industrie di servizio agricolo locale. Questa diversità è ben rappresentata nella grande varietà di alimenti e mangimi usati negli Stati Membri. Ciò è in netto contrasto con la situazione in alcune parti degli Stai Uniti, Argentina e Brasile dove vaste estensioni terriere sono usate solo per poche colture, particolarmente mais e soia.
La lunga tradizione di innovazione, insieme con i vari tipi di colture e metodologie di coltivazione, fornisce all'Europa una buona opportunità di sviluppare un gran numero di colture che non solo hanno buone prestazioni in vaste aree di zone climatiche, ma possono anche soddisfare specifiche esigenze su base regionale.
Per mantenere la sua prosperità ed autonomia, l'Europa deve restare competitiva. La competitività non è semplicemente limitata alla ricerca di base, ma si estende a tutta la scacchiera: R&S, produzione in campo e applicazioni dei prodotti finali.

* Un quadro politico coerente
Per aumentare la propria competitività, l'UE deve sviluppare e realizzare una politica a lungo termine, olistica e coerente per la genomica, le biotecnologie vegetali e le loro applicazioni. Attraverso un ampio dialogo, si deve sviluppare e instaurare i necessari strumenti di decisione politica che consentano all'UE di realizzare una R&S di alta qualità. Il primo passo verso la formazione di un coerente quadro dovrebbe essere, come detto prima, l'adozione della piattaforma Piante per il futuro che può aiutare a tracciare le linee d'azione.
Le regole sono essenziali per proteggere i cittadini contro lo sfruttamento e assicurare un equo livello operativo per le attività commerciali. Regole sbagliate possono abbandonare gli innovatori nelle spire della burocrazia. Regole corrette stendono per loro tappeti rossi. Benché il terreno dei regolamenti in Europa sia complesso, essi giocano un ruolo cruciale nel sostegno della ricerca di base e dell'applicazione delle conoscenze.
Se l'UE intende partecipare e trarre benefici dalla ricerca in genomica e biotecnologie vegetali (e dai prodotti che ne derivano), allora i quadri regolamentari devono essere attentamente considerati e sviluppati in modo aderente e comprensivo. Questo implica, anche, una migliore comunicazione con il pubblico, ad esempio, sui risultati delle valutazioni di rischio. Le regole europee devono essere coerenti nella progettazione e nell'operatività ed essere trasparenti sia per i cittadini europei, che dovrebbero beneficiarne, sia per la ricerca e i settori industriali, le cui attività dovrebbero essere regolate.
Come esempio dell'importanza di una coerente ed equa realizzazione di regole, in UE vige un quadro complessivo per la valutazione di sicurezza e per la collocazione sul mercato delle varietà di colture GM, benché la co-esistenza sia ancora un tema dibattuto. Se le istituzioni e gli Stati Membri dell'UE tardano a realizzare questa legislazione coerente e trasparente, l'attuale riluttanza, sia del settore pubblico che di quello privato, a investire in R&S biotecnologica è destinata a permanere e i grandi obiettivi indicati in questo documento saranno irraggiungibili.
Un corretto insieme di regole potrebbe portare a massicci miglioramenti nel nostro livello di vita e nella sua sostenibilità.
Il riquadro Un'Agenda della ricerca ambiziosa dà un'idea di che cosa possono potenzialmente produrre le nuove conoscenze generate dalla ricerca europea, nei due prossimi decenni.

La via da seguire

Come questo documento ha illustrato, il potenziale di genomica e biotecnologie vegetali di fornire importanti progressi per il nostro stile di vita e la nostra prosperità è enorme. Potenziale che potrebbe anche mantenere ed aumentare la competitività degli agricoltori e produttori alimentari europei. Per concretizzare questo brillante futuro, l'UE e i suoi Stati Membri devono prendere iniziative ora. A questo fine, si raccomanda la creazione di una nuova piattaforma tecnologica per fare i primi passi verso la costruzione di un consenso per andare avanti. La piattaforma aiuterà, anche, a stabilire e coordinare l'agenda di ricerca dell'UE in questo settore. Per iniziare, proponiamo che la piattaforma Piante per il futuro sia costruita sulle seguenti basi.

Priorità strategiche
I principali obiettivi della ricerca europea, a breve, medio e lungo termine, su genomica e biotecnologie vegetali, come delineati in questo documento potrebbero costituire parte delle priorità di Piante per il futuro , gli altri sarebbero stabiliti in dibattiti con i vari operatori interessati. La piattaforma dovrebbe accentrarsi sul miglioramento dello sfruttamento sicuro della diversità genetica delle piante per:

Principali attività

Per soddisfare le priorità strategiche, Piante per il futuro dovrebbe focalizzarsi su:

Struttura gestionale
La piattaforma tecnologica Piante per il futuro sarà gestita da un Consiglio Consultivo, che sarà costituito per trasformare l'attuale mosaico della ricerca genomica e biotecnologica vegetale in un sistema di ricerca coordinato e ben sostenuto. Per farlo, saranno definiti i contenuti dell'Agenda della Ricerca Strategica e acquisiti i necessari finanziamenti per realizzarli.
Il Consiglio Consultivo dovrebbe attivamente collegare la piattaforma con tutti gli operatori, associando idee e curando il loro sostegno. Il Consiglio Consultivo deve, perciò, essere un'ampia rappresentanza di tutte le parti che hanno un interesse in questo settore cruciale, compresi scienziati, industrie, gruppi di consumatori e di agricoltori, organizzazioni ambientali, enti di regolamentazione nonché decisori politici ai livelli UE, nazionali e regionali. Questi partner devono cooperare pragmaticamente per identificare le priorità.

Guida programmatica e pietre miliari
La piattaforma Piante per il futuro dovrebbe promuovere la ricerca di base nel campo della genomica e delle biotecnologie vegetali. Essa dovrebbe accentrarsi sulle colture coltivate in Europa, sviluppare programmi di ricerca applicata nel campo agroalimentare, e lanciare nuovi progetti di R&S orientati al prodotto. Si raccomandano le seguenti pietre miliari di ricerca sulla guida programmatica per migliorare il settore.

Breve e medio termine (fino al 2015)

Medio e lungo termine (fino al 2025)

L'obiettivo della piattaforma Piante per il futuro dovrebbe essere il coinvolgimento di tutti gli operatori interessati nelle attività di accompagnamento e, in particolare, nella trasformazione delle priorità sopra definite in un'agenda di ricerca coerente e dinamica. Il Consiglio Consultivo sarà gestito in modo da incoraggiare iniziative in modo realistico e progressivo. La Commissione ha previsto di creare il Consiglio Consultivo per la metà del 2004. Il Consiglio formulerà poi un'agenda strategica per l'inizio del 2005.
Piante per il futuro dovrebbe utilizzare strumenti europei disponibili, e promuovere il collegamento e il coordinamento dei programmi nazionali secondo l'esempio dell'iniziativa ERA-NET. Per la prima volta, questo ERA-PG (genomica vegetale) mette insieme gli elaboratori di programma di ricerca e i gestori da tutta Europa per migliorare il coordinamento dei programmi di ricerca sulla genomica vegetale nazionali e regionali. Inoltre, identificherà e sosterrà azioni di importanza specifica a livello regionale e completerà queste attività con partnership pubblico - privato.
Per avere successo, nel lungo termine, queste iniziative devono essere trasparenti e formare un ragionevole consenso a livello del Consiglio Consultivo. Dovrebbe comprendere la valutazione critica di nuovi sviluppi, senza tener conto se essi sono positivi o appaiono discutibili. Sarà anche cruciale creare il quadro legale necessario per sfruttare i risultati del programma di ricerca. Questa piattaforma aiuterà l'Europa a raccogliere i risultati di un rafforzato settore agro-industriale che fornisce un'ampia varietà di alimenti e prodotti biologici sani e sicuri.

 

Riquadri

Una ricerca ambiziosa in agenda (2005 - 2025)


La ricerca in genomica vegetale, trattata con la giusta cautela e con il sostegno pubblico, può tradursi i grandi benefici per gli europei nei prossimi due decenni. Attraverso una ricerca di base attentamente orientata sulla genomica vegetale e sulle sue applicazioni biotecnologiche, si ritiene possibile ottenere i risultati esposti di seguito.

Migliorare la comprensione del metabolismo vegetale

La ricerca di base può migliorare la nostra comprensione delle sequenze metaboliche nelle piante e di come queste sequenze sono influenzate dalle condizioni ambientali. Può anche aiutare a gettare luce sulla fotosintesi, sull'architettura vegetale, sulla distribuzione dell'energia e su altri fattori di sviluppo delle piante. Oltre ad incoraggiare la ricerca umana di conoscenze, questa migliore comprensione potrebbe potenzialmente fornire grandi vantaggi in termini di salute, ambiente e risultati industriali.

Assicurare un approvvigionamento di alimenti/mangimi sani, di elevata qualità

Questo risultato si può ottenere, ad esempio, sviluppando piante che contengano più macro e micro nutrienti essenziali (carboidrati, amido, acidi grassi essenziali, oli, vitamine, aminoacidi, antiossidanti, fibre, ecc.), e che si traducano in prodotti finali con meno contaminazioni naturali derivate da micotossine fungine, composti antinutrizionali e inquinanti ambientali.

Migliorare il potenziale produttivo delle piante e la sicurezza

Questi due importanti obiettivi aiuteranno a garantire la sicurezza alimentare globale, garantendo una produzione sufficiente ad alimentare una popolazione mondiale che aumenta. Il problema può essere affrontato da due angolature: aumento della produttività dei terreni e riduzione delle perdite di prodotto causate da malattie e variabilità del clima. Gli aumenti di produttività, particolarmente di terreni marginali, forniranno una più ampia possibilità di scelta nella gestione rurale. La ricerca in genomica vegetale può aiutare ad aumentare i raccolti senza ricorrere ai fertilizzanti chimici e a creare piante più resistenti alle infezioni fungine, virali, agli insetti e altre malattie, nonché a stress abiotici e a composti tossici nei suoli. Può anche aiutare a migliorare la raccolta, la conservazione e la lavorazione dei prodotti. Questo aiuterà a prevenire le massicce perdite di raccolto che si registrano lungo la catena di lavorazione di alimenti e mangimi.

Aumentare la quantità di materiali vegetali utili

Risultato che può essere realizzato con lo sviluppo di piante che, dopo raccolta, trasporto, conservazione e lavorazione, forniscono la massima quantità di prodotti finali desiderati (es. metaboliti).

Migliorare la biodiversità rurale

Risultato che può essere ottenuto con lo sviluppo di piante che possono essere coltivate con bassi input e riduzione della lavorazione del prodotto finale. Con vantaggi nella prevenzione dell'erosione dei suoli e nell'impiego di mezzi agricoli, energia e acqua.

Migliorare la diversità genetica delle piante coltivate

L'agricoltura ha appena scalfito la superficie genetica delle piante. La ricerca in genomica vegetale può aiutare ad espandere la varietà delle colture che coltiviamo. Darà accesso a nuovi tipi di alimenti con le relative implicazioni in termini di gusto e nutrizione.

Ridurre l'impatto ambientale dell'agricoltura

Obiettivo realizzabile con lo sviluppo di varietà di piante che richiedano meno fertilizzanti, meno acqua e altri mezzi agro-chimici, mantenendo, nel contempo, le stesse rese elevate.

Aumentare il monitoraggio colturale

La ricerca in genomica vegetale può aiutare anche i coltivatori a controllare le loro colture più efficacemente. La migliore conoscenza dei meccanismi molecolari delle piante consentirà agli scienziati lo sviluppo di strumenti, come i modelli agro-climatici che integrano i dati genetici, per prevedere la prestazione delle piante e rilevare i problemi tempestivamente. Riducendo gli sprechi e fornendo un sistema di allarme tempestivo, tali strumenti aiuteranno a ridurre l'impatto dell'agricoltura sull'ambiente e a migliorare la qualità delle colture.

Migliorare la co-esistenza delle colture

Per assicurare la libertà di scelta di consumatori e agricoltori, è necessario che le colture GM, convenzionali e biologiche esistano l'una accanto all'altra. Si può realizzare l'obiettivo in vari modi, ad esempio applicando opportune pratiche agricole e coltivando piante GM con caratteristiche biologiche che riducano il flusso genico. Queste caratteristiche comprendono la cleistogamia (che previene l'impollinazione delle piante) o la maschio sterilità citoplasmatica in "specialità" colturali che così mantengono in purezza i loro caratteri specifici senza correre il rischio di mescolarli con altre piante.

Sviluppare materiali rinnovabili

Realizzabile con lo sviluppo di tipi di piante che possono essere coltivate come fonte di materiali rinnovabili. Ciò aiuterà a ridurre l'energia di origine fossile usata e gli scarti della sua attuale produzione. Esempi ne sono le piante sviluppate per produrre biopolimeri, come le plastiche biodegradabili.

Sviluppare biocombustibili più efficienti

Questo obiettivo ambizioso può essere raggiunto mediante l'aumento della varietà di piante che contribuiscono alla base delle risorse rinnovabili, migliorando i processi di conversione dei vegetali che sono attualmente impiegati come biocombustibili, e sviluppando nuovi tipi di piante che producano oli utilizzabili in modo efficiente come fonti di energia e che potrebbero anche essere impiegati nella confezione di alimenti.

 

Raccogliere i frutti dell'economia biologica

Un viaggio nel tempo fino al 2025 potrebbe rivelarci come l'economia biologica, emersa negli anni precedenti, ha affrontato alcune delle grandi sfide poste all'Europa e all'umanità tutta. Vediamo alcuni aspetti di quel mondo futuro.

I semi della prosperità

Si dice che il denaro non cresce sugli alberi, ma gran parte della nostra prosperità economica, nel 2025, sarà fondata sulla produzione agricola. Gli agricoltori non solo produrranno gli alimenti per una popolazione più numerosa, ma anche molta arte dell'economia sarà basata sulle materie prime che essi produrranno: nuovi alimenti, biocombustibili, e biomateriali. Essi diverranno i custodi dell'economia biologica.

Sviluppo di indicatori verdi

La valorizzazione dei terreni agricoli e le stimolanti prospettive di investimento nelle preziose materie prime da essi producono aiuteranno a rinvigorire il settore della produzione agricola e a fornire nuove opportunità in un'Europa allargata.

Fuga verso la campagna

Con prospettive di carriere e investimenti attraenti, la produzione agricola e il suo indotto provocheranno una migrazione dalle città e un ritorno verso la campagna. Le nuove classi agricole costituiranno la spina dorsale di una prospera e attiva comunità rurale lontano dagli stress della vita urbana.

Diete futuristiche

Da lungo tempo viene ripetuto che siamo quello che mangiamo. La ricerca medica avrà identificato esattamente come la nostra dieta influisce sulla salute. Le conoscenze che questa intuizione scientifica comporta significheranno che il miglioramento vegetale sarà utilizzata per creare nuove colture alimentari ottimizzate per ridurre gli aspetti negativi di alcuni tipi di alimenti ed offrire un valore nutrizionale equilibrato.

Corretta risposta

La genomica vegetale potrà avere rivelato anche i segreti di come operano le reazioni allergiche alle piante, tipo febbre del fieno e allergie alimentari, rivelando così le vie per risolvere questi crescenti problemi.

Consumatori intenditori

Con la coltivazione di nuove piante selvatiche e la creazione nuovi prodotti alimentari, la cultura culinaria sarà testimone di una rinascita senza precedenti. I consumatori avranno un'ampia scelta di frutti gustosi e di ortaggi che si conservano bene. Godere e sperimentare buoni cibi diviene una parte importante della cultura, cadrà l'interesse verso i cibi senza valore.

Brindisi d'annata

Gli europei vorranno accompagnare la loro gustosa dieta con il loro eccellente vino. Per il 2025, l'industria enologica europea affronterà progressivamente le sfide poste dal cambiamento climatico e dalla mutevolezza del clima. “I vini del vecchio mondo” combineranno le sottili fragranze classiche con costanti vendemmie di grande qualità.

La chimica sostenibile

Con l'esaurirsi delle scorte di combustibili fossili e il crescere delle preoccupazioni ambientali, le sostanze chimiche e i combustibili estratti dalle piante diverranno, insieme ad altre risorse rinnovabili, sempre più importanti. Per il 2025 vedremo emergere sofisticati prodotti chimici “verdi”, polimeri biodegradabili e biocombustibili. Questi aiuteranno l'Europa ad adempiere agli obblighi relativi alle sue emissioni, a creare un ambiente più sostenibile e a migliorare la qualità di vita dei cittadini dell'Unione.

La migliore medicina

Il regno vegetale già offre le materie prime per molti medicinali. Per il 2025, la nostra comprensione della struttura genetica di un più ampio pool di specie vegetali aiuterà i ricercatori a creare medicine, in particolare trattamenti medici dosati per specifiche esigenze dei singoli pazienti, per affrontare molte delle principali malattie con le quali combattiamo oggi.

Capacità di sviluppo

L'agricoltura nei paesi in via di sviluppo diverrà più produttiva, competitiva e sostenibile. Ciò sarà fondamentale, in particolare, in previsione della crescita esponenziale della domanda alimentare nell'Est asiatico. Più elevati e migliori raccolti in questi paesi, e le esportazioni dall'Europa e dal Nord America, saranno essenziali per soddisfare la domanda cinese, in rapida crescita.


Glossario

Agribusiness

Industrie collegate all'agricoltura

Attività forestale

La coltivazione di alberi e la gestione di foreste e di terreni boscosi. I settori collegati comprendono l'industria della carta e della pasta di legno

Biocombustibili

Combustibili derivati da organismi viventi, in opposizione ai combustibili fossili

Biomateriali

Materiali derivati da organismi viventi, in opposizione ai materiali sintetici

Co-esistenza

Colture convenzionali, biologiche e geneticamente modificate coltivate nella stessa area senza influenza reciproca

Economia biologica (bio-based)

Il settore dell'economia che fornisce prodotti derivati da organismi viventi

Genetica

Scienza e tecnologia dei fattori ereditari

Genomica vegetale

Scienza e tecnologia della struttura genetica delle piante

Industria agroalimentare

Agricoltura e industria relativa all'alimentazione

Modificazione genetica

Tecniche scientifiche per alterare la struttura genetica di organismi viventi che hanno come risultato organismi geneticamente modificati (OGM)

Settore agro-limentare

Il settore dell'economia che fornisce i prodotti agricoli e alimentari


Genval Group

Genval Group, istituito dall'Associazione Europea per le Bioindustrie (EuropaBio) e dall'Organizzazione Europea per la Scienza Vegetale (EPSO), in cooperazione con la Commissione Europea nel 2003 per redigere questo documento, è composto da:

Simon Barber (EuropaBio); Indridi Benediktsson (European Commission); Simon Bright (Syngenta, UK); Michel Caboche (INRA, FR); Bernard Convent (Bayer, BE); Dick Flavell (Ceres, US); Hans Kast (BASF, DE); Beate Kettlitz (BEUC) Waldemar Kütt (European Commission); Markwart Kunz (Südzucker, DE); Chris Lamb (JIC, UK); Etienne Magnien (European Commission); Karin Metzlaff (EPSO); Jim Murray (BEUC); Christian Patermann (European Commission); Vincent Pétiard (Nestle, FR/CIAA); Christophe Roturier (ARVALIS, FR); Joachim Schiemann (Federal Biological Research Centre, DE); Ralf-Michael Schmidt (BASF); Lothar Willmitzer (MPIMP, DE); Frank Wolter (ESA, DE); Marc Zabeau (VIB, BE).

Traduzione a cura del Centro Studi l'Uomo e l'Ambiente

Il documento integrale, in lingua inglese, è disponibile sul sito http://www.epsoweb.org/catalog/TP/index.htm

15-11-2004