Scheda n° 

 

I flussi di raccolta degli elettrodomestici:

la ricerca del Politecnico di Milano per il consorzio Ecodom

 

ΠLa stima dei flussi di raccolta RAEE: un problema da decifrare

L’entrata in vigore della Normativa sui rifiuti elettrici ed elettronici ha visto i consorzi dei produttori Produttori impegnati nell’implementare sistemi di raccolta e trattamento dei RAEE su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è quello di rispondere in pieno agli obblighi di legge, definendo il sistema logistico e di trattamento economicamente più efficiente.

Una delle problematiche principali in queste fasi iniziali riguarda l’impossibilità di disporre di dati certi circa le quantità totali di RAEE che i consorzi saranno chiamati a gestire.

A questo proposito, per disporre di una stima il più verosimile possibile, necessaria per la corretta pianificazione delle proprie attività gestionali ed economiche, Ecodom ha commissionato nel 2006 al Politecnico di Milano una ricerca sui flussi di RAEE provenienti dagli elettrodomestici bianchi.

 La metodologia di ricerca del Politecnico di Milano

Il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano ha studiato un processo di analisi dei flussi di raccolta degli elettrodomestici a fine vita sulla base di metodologie nuove, sino ad ora mai applicate al sistema RAEE. L’individuazione dei quantitativi di raccolta è stata realizzata attraverso una metodologia di stima in cui si è fatto riferimento a:

·    dati di vendita divisi per singole categorie di elettrodomestico e aree geografiche;

·    ciclo di vita medio per categoria di elettrodomestico - tempo medio di utilizzo prima della sostituzione;

·    tipologia di elettrodomestico e settore di riferimento;

·    tipologia di materiali e componenti utilizzati.

I risultati della ricerca del Politecnico sono riferiti ai primi 12 mesi di attività del Consorzio a partire dall’inizio delle attività di raccolta dei RAEE su tutto il territorio nazionale. Attualmente prevista per il mese di luglio 2007, i dati della ricerca sono così relativi alle attività di raccolta fino a luglio 2008.

Ž Tassi di ritorno diversi per diverse tipologie di prodotto

La ricerca del Politecnico di Milano ha stimato in oltre 4 milioni i grandi elettrodomestici da sottoporre per i primi 12 mesi di attività al recupero e al riciclaggio.

 

Categorie merceologiche

Tasso di ritorno (%)

Numero di pezzi

Tonnellate

Frigoriferi

60

1.379.831

57.953

Congelatori

49

297.164

17.830

Lavatrici

49

1.067.403

69.381

Lavastoviglie

35

286.779

14.339

Cappe

21

173.397

3.468

Condizionatori

23

161.923

6.477

Cucine

40

221.218

12.167

Forni

24

251.538

8.804

Piani cottura

25

330.555

4.958

 

La ricerca ha evidenziato tassi di ritorno (ovvero, RAEE generati in rapporto alle apparecchiature vendute) molto differenti a seconda della categoria merceologica: i frigoriferi sono la categoria che ha fatto registrare il più alto tasso di ritorno, pari a circa il 60%, mentre all’ultimo posto ci sono le cappe e climatizzatori, con un tasso di ritorno pari al 20%.

I dati relativi ai singoli tassi di ritorno sono influenzati dalle caratteristiche tecniche e da coscienze ambientali diverse per ciascuna categoria merceologica. L’alto tasso di recupero per i frigoriferi è determinato dal notevole ingombro che induce ad un riciclo forzato una volta sostituito e dalla presenza di una cultura ambientale già diffusa circa le sostanze pericolose presenti al loro interno.

Per i climatizzatori, al contrario, si tratta di una tipologia di mercato ancora in crescita in cui prevale il primo acquisto rispetto alla sostituzione. Tassi di ritorno particolarmente bassi si registrano anche per le cappe: spesso non raccolte separatamente principalmente perché costituite da materiali richiesti dal mercato quali materie prime seconde.

Al pari delle cappe, è possibile anticipare sin da ora per tutti gli elettrodomestici del raggruppamento 2 previsto dalla Normativa sui RAEE (lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici, apparecchi per la cottura etc.) il raggiungimento di scarsi quantitativi di raccolta. Ciò è dovuto principalmente dalla presenza di materiali preziosi (acciaio, ghisa, alluminio e rame) all’interno dei singoli prodotti. Per questa tipologia di rifiuto è possibile prevedere canali di raccolta “alternativi”, esterni dal sistema RAEE, alimentati dal valore commerciale dei materiali riciclati come materie prime seconde.

 Tassi di ritorno diversi per le diverse aree geografiche

Tassi di ritorno differenti sono evidenti anche a livello di macro-aree geografiche. Diviso il territorio nazionale in 4 aree, emerge come la raccolta differenziata dei rifiuti di elettrodomestici passa dal 44 % del Nord Ovest al 34 % del Sud Italia, con una media nazionale che si assesta intorno al 40 %.

La ricerca del Politecnico individua nelle regioni del Nord e Centro (in prevalenza Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana ed Emilia Romagna), le aree dove si concentrerà la raccolta degli elettrodomestici a fine vita.

All’origine di questi dati ci sono motivazioni legate ad una maggiore sensibilità ambientale, evidente nei risultati relativi alla raccolta differenziata di altre tipologie di rifiuti, ed altre di tipo logistico. La presenza di un numero maggiore e più capillare di punti di raccolta comunali a disposizione del cittadino/consumatore finale costituisce un elemento determinante nel raggiungimento di considerevoli quantitativi di ritorno dei RAEE.

 

Area geografica

Tasso di ritorno (%)

Nord Ovest (Piemonte, Liguria, V. Aosta, Lombardia)

44

Nord Est (Emilia Romagna, Veneto, Trentino A. A., Friuli)

42

Centro (Toscana, Marche, Umbria, Lazio)

40

Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria) e Isole

34

 I vantaggi in termini ambientali

Le stime individuate dal Politecnico di Milano consentono di quantificare con precisione anche l’impatto ambientale delle singole tipologie di elettrodomestico, definendo, per ciascuna di essa, i vantaggi ambientali derivanti da una corretto trattamento dei prodotti a fine vita.

 

Categorie merceologiche

Kg/pezzo

Stime pezzi raccolti

Totale CFC Recuperato (kg)

Compressore

Carcassa

Totale

Frigoriferi

0,115

0,315

0,43

1.379.831

593.327

Congelatori

0,115

0,315

0,43

297.164

127.781

 

 

Categorie merceologiche

Kg/pezzo

Stime pezzi raccolti

Totale CFC Recuperato (kg)

Compressore

Carcassa

Totale

Frigoriferi

0,115

0,315

0,43

1.379.831

593.327

Congelatori

0,115

0,315

0,43

297.164

127.781

Condizionatori

0,115

0,115

161.923

18.627

Scalda acqua

0,315

0,315

752.923

237.038

La raccolta differenziata degli elettrodomestici dell’area freddo (frigoriferi, congelatori e condizionatori) consente di riciclare i materiali e di mettere in sicurezza le componenti pericolose, composte principalmente dalle sostanze ozonolevisive quali CFC e HCFC.

Sebbene ormai sostituiti nei frigoriferi e congelatori di nuova concezione, i CFC e HCFC sono stati utilizzati in grandi quantità negli elettrodomestici per la refrigerazione di vecchia generazione presenti ancora nel mercato e destinati a breve ad essere sostituiti. Ad oggi, circa l’80% dei frigoriferi intercettati attraverso la raccolta differenziata sono di “vecchia generazione”, caratterizzati quindi dalla presenza di sostanze ozonolesive al loro interno.

Questi sono presenti nei vecchi elettrodomestici nel circuito refrigerante (compressore) e/o utilizzati come espandenti nelle schiume isolanti (carcassa). Nel caso specifico dei frigoriferi e congelatori, la presenza di CFC e HCFC in entrambe le componenti è pari ad un totale di 430 grammi per prodotto.

Sulla base delle stime del Politecnico di Milano, la raccolta di circa 1.400.000 frigoriferi e circa 300.000 congelatori nei primi 12 mesi di attività consentirà di recuperare oltre 700 tonnellate di CFC da destinare alla rigenerazione e/o termodistruzione.

Un ulteriore metro di paragone per misurare i vantaggi ambientali riguarda i quantitativi di CO2 non immessia nell’atmosfera grazie al corretto trattamento delle sostanze ozonolesive degli elettrodomestici. E’ possibile stimare che per ogni frigorifero trattato e riciclato il CFC raccolto equivale a circa 1,65 kg di CO2 (0,15 kg dal compressore e 1,5 kg dalla carcassa) non immesso nell’atmosfera.

Considerando che l’emissione di CO2 per una macchina di media dimensioni è di circa 0,16 kg di CO2 per kilometro, la raccolta differenziata e il riciclo di circa 1.400.000 frigoriferi nei primi 12 mesi di attività consentirà di evitare l’immissione nell’atmosfera di oltre 2.000 tonnellate di CO2, pari a quelli emesse da un’automobile che compia per circa 35 volte il giro del mondo.

Messi al bando a partire dal 1996 per i frigoriferi e dal 2001 per i condizionatori, CFC e HCFC sono stati sostituiti con il meno pericoloso pentano.

Il valore economico dei materiali recuperati

La raccolta differenziata degli elettrodomestici e il successivo trattamento e riciclo dei materiali oltre a vantaggi ambientali ha anche un proprio valore economico. I materiali riciclati, infatti, al termine dei processi di trattamento possono essere rivalorizzati a livello commerciale come materie prime seconde.

La raccolta differenziata dei frigoriferi, stimati in circa 1.400.000 pezzi nei primi 12 mesi, consentirà di recuperare circa quasi 30 40 mila tonnellate di acciaio e circa 14.500 000 tonnellate di alluminio e rame.

Il loro re-insemento nel mercato come materie prime seconde può essere stimato in circa 30 4 milioni di euro* per l’acciaio e circa 2 4,8 milioni di euro* per il rame e l’alluminio.

* Si precisa che i valori sopra riportati sono soggetti a variazioni di mercato.

 

maggio 2007

 

Per informazioni:

Hill&Knowlton Gaia

Giorgio Scappaticcio 06-441640309
 scappaticciog@hkgaia.com

Andrea Pietrarota
06-441640327
/ 335-564082 pietrarotaa@hkgaia.com
http://www.ecodom.it/

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